Doctor Twelve


Ed eccoci qui a parlare del nuovo Doctor Who, versione Moffat/Capaldi. Ho iniziato dopo le prime due puntate, a scrivere questo articolo, e l’ho lasciato a marcire fino ad ora. Come accennavo da altre parti, non mi piace parlar male. Cioè, siamo chiari: mi piace, ma mi stanca. Non perdo tempo a scriverci articoli, a meno che non sia mosso dal Sacro Fuoco dello Sdegno. Se ora lo riprendo in mano è perché le cose sono cambiate, alla 8×09, e sono felice di poter scrivere del buono su quella che era, e pian piano sta tornando, la mia serie preferita.

Avevamo concluso la settima stagione del nuovo corso, la più brutta di sempre a mio parere, con un bel crescendo: la puntata finale, lo speciale del cinquantenario e lo speciale natalizio con rigenerazione mi avevano tutto sommato soddisfatto, e lasciato con molta curiosità.

Dopo aver visto le prime due puntate (la prima, in particolare) della stagione otto, avevo qualche dubbio che avrei proseguito con gli episodi. Una Clara Oswald veramente insopportabile, inchiodata in una recitazione pseudo-teatrale da ti-rubo-la-scena-a-tutti-i-costi, e un Dottore neanche troppo male come “tipo”, ma, semplicemente… troppo stupido per essere il Dottore. Va bene nelle prime ore di rigenerazione, ma poi insomma basta. E degli script noiosi nel migliore dei casi, ridicoli nel peggiore. Non voglio andare nel dettaglio perché preferisco invece focalizzarmi sulle cose positive e sullo sviluppo che c’è stato fino alla nona puntata.

Il Dodicesimo Dottore

Dunque. Sembra vecchio, ha l’accento scozzese, ha due sopracciglioni sui quali non manca di ironizzare (sono un po’ il suo nuovo bow-tie) e ha in men che non si dica adattato il suo carattere all’aspetto: tempestoso, permaloso, sovente tra le nuvole (più di prima). Insomma, un vecchio zitello. Ma anche prono a momenti di dolcezza e nostalgia. E sopratutto, ma sopratutto: una vera Testa di Cazzo™. E’ un po’ questa la novità della stagione: il Good Man è cresciuto, è diventato spietato e non fa molto per nasconderlo. Impossibile non tornare indietro ad alcuni momenti del decimo Dottore (il Timelord Victorious di The Waters of Mars ma anche lo Smith del finale di The Family of Blood) ma in quel caso si trattava più di “sbocchi” momentanei, eruzioni di un vulcano che aveva rimestato lava dentro di sé per fin troppo tempo. Qui ci troviamo di fronte a una vera TdC, come accennavo prima, scevro da parecchi impedimenti morali (le tante regole che si era imposto il buon Eleven per non fare danni, come ci ricorda in A good man goes to war) e ben disposto a lasciare nei casini i suoi amichetti terrestri. C’è da dire che nelle ultimissime puntate questo “mood” si attenua per lasciar posto a un Doctor più umano, incline alla disperazione e ai complimenti, ma è possibile quanto auspicabile che sia stato studiato apposta.

Capaldi è indubbiamente un ottimo attore ma finora non mi ha fatto gridare al miracolo. In Children of the Earth, la miniserie di Torchwood di qualche anno fa, la sua interpretazione era stata magistrale. A essere sincero, come Dottore Matt Smith mi sembra fin qui superiore, ma magari c’è ancora tempo. (Ecco, specialmente nei monologhi BADASS più-o-meno-lunghi a Capaldi manca qualcosina. Ha tutta la fisicità che servirebbe, guardatelo anche solo nell’immagine che ho scelto per il post, ma gli manca quell’aplomb… nella misura che si scompone un po’ troppo quando deve dire la frase ad effetto, con effetti un po’ sgangherati. Devo ancora capirlo bene. Magari non si sente ancora del tutto a suo agio nel personaggio. Boh).

I companions

Ecco, dunque, vediamo. Argomento sempre parecchio controverso questo, certo. Clara aveva cominciato benissimo per poi diventare una promessa mai mantenuta e sbocciare nell’insopportabile e presuntuosa rompicazzi dell’inizio di ottava stagione. Però, sorpresa sorpresa, le cose sembrano cambiate. Non è più la “tappabuchi” del Dottore, piuttosto lo completa sì ma non in “smartness”, bensì in buonsenso ed empatia. Da come la stanno trattando, si direbbe che pensino ad una serie spin-off, che gli dei ce ne scampino.

L’altro tizio, invece, mister Pink. Di lui sappiamo che è un insegnante, è nero e figo tanto per par condicio, lo sbatteresti al muro tanto se la crede, c’ha taaanti brutti ricordi giusto per equilibrare il tutto. Finora ci ha mostrato un salto mortale risolutore di un episodio (che nessuno sembra aver notato) e un sacco di “li conosco io i tipi come lui” riferito al Dottore. E’ stato co-protagonista in un solo episodio, anzi probabilmente due ma non ho ancora visto la 8×10, ma da quel momento in poi ha rotto le palle a tutto spiano con la sua saggezza. Clara addirittura molla il Dottore alla fine della 8×07, sulla scorta dei buoni consigli del suo moroso, per poi recuperarlo già nell’episodio successivo ma sottacendo la cosa al buon Pink. Insomma, se c’è qualcuno a cui ‘sto tizio piace alzi la mano che gliela taglio. Ma non vediamo l’ora di godercelo in azione nell’episodio della foresta. Come no.

Storie e trama orizzontale

La nota più dolente fino a questo punto è proprio la trama orizzontale, mentre il livello dei singoli episodi è cresciuto in maniera più o meno esponenziale da quel terribile inizio di stagione. Ho discusso molto a questo riguardo, con chi insiste a ricordarmi che quando il Tardis ha trainato la Terra (in Journey’s End) nessuno si è lamentato e questo dovrebbe giustificare ogni cazzata possibile immaginabile nelle sceneggiature di questo serial. Continuo a pensare che no, non c’entri proprio nulla. Roba come la freccia d’oro e l’abat-jour planetaria gridano ancora vendetta, e chi ha visto sa di che parlo, ma teniamoci sui dettagli positivi. Ho trovato davvero ben costruiti episodi come Listen e Mummy on the Orient-Express, intenso e significativo il primo, cazzaro e divertente il secondo, tanto per non dire che mi piacciono solo gli episodi seriosi. Flatline, in cui il Dottore si eclissa praticamente da inizio episodio (pur manifestandosi in alcune comparsate stile Famiglia Addams – e sempre chi ha visto sa) si basa su un’idea davvero gustosa e originale, per poi svilupparsi col giusto ritmo verso il finale “arrivano i nostri”. Kill the moon ha i suoi problemi ma anch’esso si articola intorno a una gran bella trovata, e gioca bene le sue carte drammatiche. Insomma, veniamo quindi alla trama orizzontale: qualcosa che si sta sviluppando in maniera totalmente ignota ai protagonisti, o almeno così sembra. Quasi come un corollario di pochi secondi al termine di (quasi) ogni puntata, tipo suggerimento pubblicitario. Dovunque si vada a parare, finora in pratica non è esistita e per quanto mi riguarda ha generato aspettativa pari a zero. (Si spera solo che vengano evitate derive mistiche, anche se sono abbastanza certo che ciò che sembra non è affatto ciò che è). Da qui, la grande importanza della crescita dei singoli episodi. So che nell’episodio 10 c’è stato qualche passo avanti, ma non me lo sono spoilerato… ne riparleremo dopo il season finale.

La colonna sonora e il nuovo tema

Pollice in su per la nuova grafica della sigla, bellissima. C’è chi si è lamentato, orfano del vortice temporale, ma questa fantasiosa composizione che fa molto Dalì e surreale la trovo tanto, tanto adatta al Doctor e al suo modo di raccontarci storie. La sigla in sé, invece, tornata su sonorità più vicine a quella originale, mi piace meno, specie con quel vibrato all’esasperazione sul finale di frase. La mia preferita rimane quella della quarta stagione, giusto mix di elettronica e mistero, anche se pure quella di Eleven, scandita dal tempo in tre, non mi dispiaceva.

Ma se vi chiedessi, ora, qual è il tema del 12esimo Dottore? Me lo sapreste cantare? Risposta: BOOOH. Non ne ho individuato uno che sia senza dubbio un “tema”, uno che si fa ricordare e cantare, anche. Se c’è, ed è questo, è peggio ancora, perché è un po’ troppo anonimo e poco riconoscibile – per quanto eccellente come accompagnamento. Siamo molto lontani dalla melodia malinconica che fu prima del Nono e poi del Decimo, “Doctor’s Theme”, nonché dall’esaltante e trionfale “I am the Doctor” che è il marchio di fabbrica dell’Undicesimo (tant’è vero che quest’ultima viene ancora usata nel trailer dell’episodio successivo). E ancora, niente di paragonabile nemmeno alla bellissima e struggente The mad/sad man in a box. Speriamo sia solo un problema di ascoltarlo più volte, ma con gli altri non mi era accaduto.

Per quanto riguarda altri temi “importanti”, non ho individuato ancora granché. Qualcosa di interessante in “Listen”, forse, ma nulla che si faccia ricordare. Che Murray Gold si sia un po’ stufacchiato? Speriamo di no, anche se dopo nove episodi se qualcosa doveva uscire di prepotenza sarebbe già uscito.

Concludendo

Pazienza sul fronte musicale, che pure trovo fondamentale in qualunque esperienza audiovisiva che si rispetti, ma almeno ci sono tutte le carte in regola per aspettare fiduciosi il finale di stagione, ormai alle porte. Che è la cosa più importante.

May the Doctor be with us!

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Comments
One Response to “Doctor Twelve”
  1. Chiaretta ha detto:

    “Il sacro fuoco dello sdegno” è f-a-n-t-a-s-t-i-c-o 😀
    Concordo con te su tutto, tranne purtroppo sulla sigla, non mi piace, è fanciullesca, infantile, ma il tuo tirare in ballo Dalì mi fa rivedere un po’ la cosa, anche se io sono rimasta attaccatissima alle prime quattro serie, forse sono influenzata da questo.
    Comunque, odio Mr Pink, quanto è fastidioso? Che poi sì, è un bel ragazzo, ma c’è di meglio in giro. Spero che spieghino il triplo salto mortale, perché piazzato così non ha senso. Il suo martellamento continuo sul fatto che lui era un soldato e che lui è saggio e che lui ha capito che tipo è il Dottore è oltremodo irritante.
    Clara. Insopportabile per le prime puntate, poi per fortuna si è ripresa, anche se spesso e volentieri mi è sembrato che volesse in tutti i modi di diventare un’ottima sostituta del Dottore.
    Trama orizzontale? Missing! Ci hanno dato dei contentini piazzati alla fine delle puntate (anche se ogni tanto se li sono dimenticati), apparentemente senza senso. Spero che il finale spieghi un po’ di cose!
    Capaldi come Doctor all’inizio non lo sopportavo, un demente! Poi il suo essere TdC mi ha anche divertita, non mi dispiacciono il suo accento e la sua “presenza scenica”, secondo me ha grandi potenzialità.
    Ho visto il trailer dell’undicesimo episodio, chissà cosa ci aspetta! Vedrò le ultime due puntate insieme e poi ci ritroveremo qui! 🙂

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