Star Wars Rebels: il pilota

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Insomma, annunciato in lungo e in largo dalla potentissima macchina promozionale della Disney, è finalmente arrivato il pilot di Star Wars Rebels. E ha fatto centro, almeno per quanto mi riguarda. La serie regolare inizierà dal 2 novembre e speriamo che mantenga le promesse.

Piccolo preambolo didascalico per capire di che sto parlando: dopo la conclusione “monca” di Clone Wars, la cui sesta stagione è stata piazzata su Netflix e interrotta al 13esimo episodio, esce la nuova serie animata ancora targata Dave Filoni, di diversa collocazione nella timeline di Star Wars. Stavolta ci troviamo poco più in là rispetto al termine di Revenge of the Sith, e prima degli eventi che condurranno a A New Hope (al secolo semplicemente “Star Wars”, nel lontano 1977). Il target dichiarato è 6-12, il che ha fatto storcere il naso a molti, ma fa parte della gigantesca operazione che ha preso il via da quando la Disney ha acquistato il brand: rilancio massivo su tutte le piattaforme, tutti i media, tutte le età.

Di che si parla

Spettro, o “Ghost”

La Ribellione non è ancora nata, anche se singole “scintille” stanno prendendo fuoco in una galassia soggiogata dal pugno di ferro dell’Impero e del suo padrone Palpatine. La narrazione si sofferma sulla ciurma della Spettro, astronave per molti versi simile alla Millenium Falcon che sarà di Han Solo. I personaggi vengono fin da subito definiti molto chiaramente, o quasi. Il capo, Kanan, è il classico Jedi senza macchia, che ha relegato in un cassetto la spada laser per affidarsi a un più comune blaster e sfuggire agli ultimi vagiti dell’Ordine 66, che ha spazzato l’Ordine dei Jedi (e con esso la Repubblica e la democrazia) dalla faccia dell’universo. Ci sono poi la comandante e pilota dell’astronave, Hera, una Twi’lek intelligente e comprensiva probabilmente in “love interest” con Kanan, più lo scazzottatore Zeb e la (ex?) mandaloriana Sabine, che coniuga simpaticamente la passione per la pop-art e gli esplosivi. Si aggiungerà nel corso di questo primo episodio lungo (40 minuti) il giovanissimo Ezra, ingegnoso ladruncolo che vive di espedienti per sbarcare il lunario e si ritroverà a bordo della Spettro per sfuggire agli imperiali.

Cosa ci piace

La realizzazione sembra voler sfruttare al massimo ciò che valse il successo del primo film di Star Wars taaaanto tempo fa. I ribelli che agiscono nell’ombra, il regime che ha dalla sua i numeri e la potenza di fuoco ma non sempre l’agilità di pensiero, il mistero mistico della Forza che deve per  quanto possibile essere tenuto nascosto, e quando esce allo scoperto tutti dicono “oooh”. In questo differisce di molto dal predecessore Clone Wars, che pure ho molto apprezzato per altri motivi. In questo pilota apprezziamo la semplicità con cui viene tinteggiato il contesto, la velocità dell’azione e i continui ammiccamenti agli appassionati, primo fra tutti l’holocron contenente il messaggio di Obiwan che fa da collegamento con la fine della “nuova trilogia” e in più richiama un altro celeberrimo messaggio olografico, quell'”Aiutami Obiwan Kenobi, sei la mia unica speranza” che fregò Luke* quasi 40 anni fa in un pianeta lontano lontano. E le musiche, ragazzi. Rebels pesca e rivisita senza ritegno tutti i temi fondamentali che John Williams creò e orchestrò per la trilogia originale, e cavolo se danno valore aggiunto. Anche qui con la giusta misura, c’è da dire.

Cosa insomma

Non è che già mi lamento, è che come già accennato i personaggi al momento sembrano tagliati con l’accetta. Che magari per introdurli in una prima puntata, ed essendo il target giovanissimo, può pure andar bene. Sempre per lo stesso motivo è giustificabile la prevedibilità della trama. Bisogna dire che Clone Wars al contrario era talmente complicato da rendere difficile tenere a mente certi sviluppi anche per un adulto un po’ assonnato (tipo il sottoscritto).

L’edizione italiana

Se non fosse che dovevo vederlo con mia figlia, non l’avrei degnata di uno sguardo/ascolto. Ma dato che ci siamo, devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso: ottimo casting per i doppiatori (alcuni voci storiche del doppiaggio italiano, e non ci speravo), nessun difetto di traduzione, scelte condivisibili laddove si trattava di lasciare il nome in inglese o tradurre in qualche modo – tipo: si chiamano “TIE fighter”, non facciamoli diventare semplicemente “caccia imperiali”. Poi sicuramente non frega a nessuno che TIE significhi Twin Ion Engines, ma la sonorità dell’identificativo rimane quella voluta in originale. Se no chiamiamo Iron Man Uomo di Ferro e non ci pensiamo più. Bene, bravi, bis.

I miei momenti-lacrima

Potrei aver accennato altrove in questo blog che mi emoziono spesso, di fronte a film o serie TV. Dato che gli autori di Rebels sono dei bastardi e hanno giocato sporchissimo, l’unica cosa che mi ha trattenuto è stata la presenza di mia figlia a fianco a me sul divano. Ecco i punti chiave, non troppo spoilerosi.

“Sto per rivelarlo a tutti il segreto, ragazzo!”

  • Taaa Tiiiii Taratatììììì Taaaaa… Squillano le trombe del tema principale di Star Wars allorché la Spettro arriva al salvataggio dei prigionieri Wookie. Persino Ele, che non ha visto i film ma conosce la melodia, si è agitata.
  • Pur se sputtanato da tutti i trailer da almeno sei mesi, la sequenza “sparate al… al JEDI!” mi ha messo i brividi. Alcune volte quando sai che deve arrivare è peggio, perché stai con occhi spalancati e orecchie appizzate, e quando capti la frase “giusta”…
  • Momento paraculo: il cucciolo di Wookie riabbraccia il padre (o la madre?) e tutti sorridono, trasportati dalla tenerezza del momento. “Papà, mi viene da piangere!” fa mia figlia, “Pure a me tesoro, tutto regolare. Puoi piangere”.
  • “Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia.” Così Kanan descrive a Ezra la Forza per convincerlo a seguire le sue vie. Proprio come un anziano Obiwan Kenobi lo spiegherà in un futuro non lontano al giovane e scettico Luke Skywalker. E qui  l’appassionato non solo si unisce a lui nel ripetere quelle sacre parole, ma sente il cuore gonfiarsi ed esplodere.

Insomma, niente di speciale ma tocca gli argomenti giusti. E penso che anche per un neofita possa essere interessante. Vediamo come verranno sviluppati i personaggi, la trama orizzontale (incluso il super-villain, il misterioso Inquisitore, che in qualche modo dovrà essere spiegato ai fan di lunga data) e il passato dei protagonisti, che pure è terreno fertile per le speculazioni.

Piccola nota di colore: la “prima” di questo episodio sul canale della Disney americana, ABC, che andrà in onda il 26 Ottobre conterrà una scena aggiuntiva con un cameo di Darth Vader. Doppiato nientemeno che da James Earl Jones, storico interprete del personaggio nonché colonna dell’Actor’ Studio. Tanto per non svuotare definitivamente le nostre nerd-bocche di tutta la bava possibile.

 

* …Fregò Luke… – Certo. Il giovane Skywalker, nuovo alle cose del mondo, fu attirato nel marasma che seguì dall’odore di topa emesso dalla principessa Leia (o Leila che dir si voglia) senza sapere che proprio all’odore si sarebbe fermato, visto che si trattava della sorella gemella.

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One Response to “Star Wars Rebels: il pilota”
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  1. […] fa dedicai qualche riga alla partenza dell’ultima serie animata ambientata nel mondo di Star Wars, dal titolo Star […]



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