Il sussurro dell’Uomo Nero


Ebbene gente, dopo il lungo silenzio (oramai qui dentro è diventato più silenzi che ciccia, lo ammetto) mi tocca farmi la mia marchetta personale. E dove, se non sul mio blog, cavolo?

Esce il mio primo, e spero non ultimo, romanzo. E’ una storia per ragazzi, ma quando dico ragazzi non metto limiti superiori di età. Dovessi dire, sarebbe 8-99.

E’ un romanzo illustrato, grazie all’opera di Ilaria Tuti, e vedrete che stile e toni di luce/ombra si adattano come non mai alla parola scritta. Ilaria illustra, scrive, amministra e se vi viene in mente un’altra cosa fa pure quella, tanto è poliedrica. Pubblica regolarmente con Delos Books (ultimamente nella collana horror The Tube ma non solo).

La cover di Ilaria Tuti

Il Sussurro è una storia nera, indubbiamente. Parla di bambole inquietanti, e cose brutte che succedono a una bambina e ai suoi giocattoli. E parla di amicizia, e di storie, e del rapporto tra bambini e giochi, e – guarda un po’ – di Paura. L’idea di partenza era di scrivere un “horror per bambini”, significando con questo una storia adatta a spaventare senza traumatizzare (spero) scritta in un linguaggio adatto. Una storia “al limite”, tesa a stimolare un certo tipo di emozioni senza far gridare allo scandalo il MOIGE, diciamo. Sarei indegno se non dichiarassi quanto devo tributare a Neil Gaiman in termini di ispirazione, atmosfere e anche semplicemente voglia di scrivere. Lo sarei altrettanto se osassi paragonarmi a lui, quindi non lo farò 🙂

E’ una storia cotta e mangiata, la cui prima bozza completa sottoposta alla Nero Press è stata completata in 7-8 mesi circa. Considerato che scrivo di notte e in pausa pranzo, è molto poco.

E’ una storia innescata da un’innocente domanda formulata su Facebook da Laura Platamone, che già aveva dovuto sopportarmi al tempo delle Scimmiette di Mare. Lo sventurato, cioè io, rispose, e i Neropressi (la suddetta Laura e Daniele Picciuti) ci credettero. Speriamo abbiano fatto bene.

Questa ovviamente è la fase più facile, quella in cui tutti ti fanno i complimenti perché ti hanno pubblicato un romanzo. Ed è facile perché materialmente non l’ha ancora letto nessuno, tranne l’editore e pochissimi selezionati beta-reader (che ringrazio infinitamente). Fra un po’ inizieranno a girare le copie, qualcuno leggerà, e inizierà la temibile fase dei ritorni… E lì ti (mi) voglio. Ma naturalmente non vedo l’ora.

Dettaglio: se volete acquistare, siamo in prevendita sullo store di Nero Press a 12 euro fino a fine mese – e considerato che coi miei ritmi non finirò questo piccolo articolo prima di domani, vi rimane un giorno scarso.

P.S. Una di quelle cose che fanno piacere: tempo fa partecipai a un concorso online con un racconto horror. Il racconto raccolse un certo numero di consensi e passò la prima selezione ma non la seconda, e pace. Però l’esperienza mi fece conoscere alcuni affabulatori davvero notevoli, con i quali sono rimasto in contatto “passivo” sui vari social. Uno di questi, che scrive da dio, ha di sua iniziativa condiviso la notizia della pubblicazione del Sussurro dicendo “Finalmente ho l’occasione di leggere di nuovo Emanuele corsi”. E non l’ho pagato. E so’ soddisfazioni. 

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Comments
6 Responses to “Il sussurro dell’Uomo Nero”
  1. guisito ha detto:

    E come si fa a non correre immediatamente in libreria a comprarlo… ma lo trovo in libreria?

  2. Claudio71 ha detto:

    Ok,
    comprato in prevendita, arrivato e “già” letto per metà…insieme a mio figlio Francesco.
    Forse non andrebbe fatto, però ne ho letto a sufficienza per maturare le prime chiare impressioni, che condivido qui sul blog; a fine lettura posterò approfondimenti o revisioni (eheh, mi sento un pò Anton Ego, il critico culinario di Ratatouille).
    Dunque, in sintesi, “Il sussurro dell’uomo nero” è una lettura davvero deliziosa!!
    Si vede chiaramente che dietro c’è stato un lavoro serio (e credo complesso) per bilanciare al meglio la narrazione, sia nel ritmo, che rimane sempre piacevolmente costante e fluido, sia nella forma, che gode del “tocco” leggero di Emanuele (che forse possiamo cominciare a definire “tipico”), senza soffermarsi mai troppo su nulla ed avvalendosi di incisi lessicali di linguaggio comune “moderno”, estremamente efficaci, sintetici e spesso divertenti.
    L’ossatura del racconto segue ovviamente i crismi del romanzo (il viaggio, l’eroe, l’antieroe, il saggio, colui che innesca il viaggio, ecc..) ma la galleria di personaggi (bambole, amiche, pupazzi, vecchiette, uomo nero…) le atmosfere ben tratteggiate (fiabesca-horror, ma anche contestualizzata nel mondo contemporaneo), la rappresentazione dei “comportamenti” della fervida fantasia della protagonista, come anche la sua personalità chiarissimamente definita, portano proprio la firma dell’autore; e bisogna dire che per un padre di famiglia moderno che lavora tutto il giorno in ufficio… ca..o, Emanuele, hai un altro mestiere per le mani!
    Per quanto riguarda i disegni, all’inizio mi sono risultati approssimativi ed indigesti mentre, continuando la lettura, ho cominciato a trovarli seriamente “opportuni” e ben rappresentativi dello stile della narrazione… ad un certo punto credo di averci trovato persino del geniale.
    Comunque, quando l’avremo finito di leggere mi soffermerò meglio sugli aspetti che qui ho solo accennato, oltre che su tanti altri che per ora ho tralasciato.
    Anche Francesco si sta veramente “divertendo” ed abbiamo riscoperto il piacere di una buona lettura serale.
    Buona lettura a tutti 😉

  3. Chiaretta ha detto:

    “Finalmente ho l’occasione di leggere di nuovo Emanuele corsi”. E non l’ho pagato. E so’ soddisfazioni.”
    E che soddisfazioni, cavoli!
    Carissimo, ti rinnovo di nuovo i miei complimenti, spero che – anche se non sono stata una beta-reader – sia comunque riuscita a risollevarti un po’ il morale e a sostenerti! ^_^
    Ora, sollecita la Nero Press, io sto ancora aspettando la mia agognata copia >.<
    Non vedo l'ora di leggerla e ovviamente di recensirla ihihih preparati, sarò spietata!!
    Daiii scherzo, sono fiera di te 😀
    ciaoooo

    • Ema ha detto:

      ma DEVI essere spietata. Poi, però, io sarò spietato con te 😉 A parte scherzi, grazie mille per il sostegno e fammi sapere appena ti arriva!

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