Non ho vinto, ma…


Ecco, inutile dire che se avessi vinto questo post avrebbe un altro titolo. Evviva l’originalità!

L’esperienza del Premio Blackwood è stata molto bella e interessante. Il concorso è indetto già da diversi anni da Horror Magazine, Delos Books e Writers Magazine, ha il suo prestigio, la giuria 2013 era costituita da professionisti riconosciuti del settore (scrittori, traduttori, sceneggiatori di cinema e TV, fumettisti) e l’oggetto era abbastanza nelle mie corde. L’ho affrontato come mio solito, avendo diversi mesi di tempo… cioè l’ho scritto tre giorni prima del termine e l’ho inviato l’ultimo giorno disponibile. (E va bene, in realtà ne ho scritti altri due nel frattempo ma non mi convincevano).

Esperienza bella e interessante, dicevamo: e anche gratificante, visto che ho portato a casa finale e menzione speciale (e un bel po’ di premi accessori, tra cui due blu-ray che dovrò rippare per potermi vedere sul televisore perché non ho il lettore blu-ray, ma quello che conta è il significato). Non ho potuto leggere il racconto vincitore, che verrà pubblicato su carta, ma il livello degli altri finalisti è così alto che… Beh, che il risultato raggiunto acquista ancora più valore. Alcuni autori li conoscevo già (Sergio Donato e Ilaria Tuti) altri no, e adesso conosco anche loro. Bene. Ha vinto Lu Kang, che ha il nome di un generale cinese (oppure, quasi, quello di un lottatore di Mortal Kombat) e si becca i miei invidiosi complimenti e le statuette di  Carrie (prima e dopo lo sconcio, diciamo). A parte scherzi, gli auguro un’ascesa vertiginosa così potrò dire: “eh, sì, quel premio non l’ho vinto ma perché c’era Mr due-milioni-di-copie Lu Kang!”

In fase sleccazzante non posso fare a meno di complimentarmi anche con Irene Vanni e Francesco Spagnuolo (in rigoroso ordine cavalleresco) per il finissimo buon gusto e la straordinaria competenza dimostrati nella selezione dei lavori 😛 e nell’organizzazione di questa edizione del concorso, che si è potuta avvalere di fior di sponsor  – cavolo, da Sperling & Kupfer a Universal Home Video.

Se volete dare un’occhiata e sprofondare il vostro mondo in qualche incubo in più, ecco dove potete leggere i pezzi finalisti – compreso il mio. Poi, magari, tornate qui e parliamone!

PS Piccola precisazione: mi chiarisce il buon Lu Kang che lui si chiama proprio così, almeno per la legge cinese. Non è uno pseudonimo, ma il risultato di un escamotage necessario per poter studiare da quelle parti. Gli ha detto bene, dico io, perché gli hanno dato un nome fichissimo. Poteva uscire Miao Bao… Cinciampai… Lu Lu Lai…

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Comments
3 Responses to “Non ho vinto, ma…”
  1. Chiaretta ha detto:

    Ammazza che post… “polite” 😛
    Vado a leggere e comunque complimenti lo stesso, hai raggiunto un bel traguardo! 🙂

    • Ema ha detto:

      brava ragazza. Aspetto il commento!

      • Chiaretta ha detto:

        Letto! Eeee… mi è piaciuto il tuo racconto, ma non è una sorpresa per me, mi piace come scrivi!
        Racconto incalzante, che tiene col fiato sospeso e con finalone a sorpresa, complimenti davvero!
        Sarà per la prossima volta, continua così!
        PS: in effetti Lu Kang è fighissimo 😀

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