Into Darkness & Pacific Rim


Dunque, mentre rimugino sullo Speciale Doctor Who del Cinquantenario, scrivo due doverose righe su un paio di film visti di recente. Uno grandioso, l’altro… beh.

Star Trek: Into Darkness

Secondo capitolo del reboot Abramsiano di una delle due serie di fantascienza più famose del globo. Mi sono approcciato con buone speranze, un po’ perché il suo primo Star Trek non mi è dispiaciuto e un po’ perché il villain è Benedict Cumberbatch.

E un po’ perché non volevo dar retta ad amici che mi mettevano in guardia. Purtroppo, come disse Terminator, Wrong, wrong, wrong.

L’intero film è un fottuto sberleffo. Una barzelletta. Una presa per il culo con tanto di pernacchia a chiunque abbia mai seguito Star Trek – quello vero, ma anche soprattutto quello onesto.

Cosa si salva? Il design dell’Enterprise, sicuramente. Quasi quasi anche il bamboccio-Pine è più credibile che pria e dimostra qualche dote recitativa. E sicuramente Cumberbatch sta una spanna sopra gli altri, forse pure troppo quando esprime sofferenza. E qui ci fermiamo.

Poi si va dalla macchietta d’avanspettacolo (Uhura che fa il broncio a Spock, il quale ci rimane male. Spock. Il vulcaniano Spock) allo scimmiottamento criminale dei momenti più belli della continuity di Star Trek. Roba da sentirsi offesi. McCoy che parla solo per metafore, le più improbabili. Checov che sembra una specie di Rain Man. Scott/Simon Pegg, che pure adoro in altre vesti, fa puro cabaret. E poi, come detto, gli “omaggi”: da Spock/Quinto (che potremmo definire Spock5) che “mente” col sogghigno per farci capire che mente, scimmiottando ben altra “verità parziale” di Spock/Nimoy in L’Ira di Khan, alla scena del reattore nucleare copiata pari pari dallo stesso film ma a ruoli invertiti (solo che lì aveva senso, perché lui era vulcaniano e più resistente e stava attuando l’unica soluzione davvero logica e… UFF!) all’urlo furioso, ancora, di Spock5, ANCORA a scimmiottare stavolta Kirk/Shatner nel film di cui sopra.

Ma per cortesia. Ecco come si fa:


Abrams si picca inoltre di farci conoscere la futura fiamma di Kirk, pescando ancora dal medesimo film, ossia Carol Marcus, quella che nell’universo canonico gli darà un figlio (anche se non riconosciuto). Per qualche astruso motivo costei appare in biancheria intima (“Girati!” disse la donna all’uomo, allargando pure le braccia per farsi contemplare meglio) e per quanto astruso, è l’unico motivo valido a suffragio della sua presenza.

Insomma sembra quasi che JJ si ritenga autorizzato a mettere nel film le peggio cazzate solo perché lo infarcisce di richiami a L’Ira di Khan, ogni due per tre. WRONG.

(Per non parlare del “caschetto svolazzante” di Spock5 quando corre – e corre tante volte. Il caschetto vulcaniano non  può aleggiare a quel modo nell’aere, CAZZO! Sembrava il fratello scemo di Paul McCartney ai tempi di Yellow Submarine!)

Per maggior dettaglio vi invito all’onestissimo trailer di Screen Junkies.

(Ma sapete qual è il problema più grosso? Che nelle stesse identiche mani c’è il futuro dell’ALTRA serie di fantascienza più famosa del globo. Che lo Sforzo sia con noi…)

Pacific Rim

Ma basta parlare di cazzate. Pacific Rim è un capolavoro.

Un sorso di Neon Genesis Evangelion. Un bel po’ di Godzilla (quelli originali giapponesi). Tanti cliché – praticamente tutti – da kolossal d’azione, ma ben aggregati (gli scienziati svitati ma geniali, il figo caduto in disgrazia che torna in auge ed è l’unico che abbia mai fatto la tal sboronata oltre al capoccia quand’era giovane, l’antipatico ma cazzuto che si sacrifica, la ragazzetta col passato tragico che nonostante le insicurezze si rivela la più cazzuta del bigonzo, e via dicendo).

Manca la gnocca. Ossia, la brava Rinko Kikuchi è molto carina ma non viene mai proposta in quel modo. Che in questo contesto è cosa buona e giusta. Parliamo però delle figate assurde di questo film.

Le trovate. A partire dal controllo degli Jaeger, ossia i robottoni. Due persone in condivisione telepatica che lavorano in simbiosi per sopportare il carico neurale troppo pesante per una persona sola. E quindi imparano a combattere all’unisono, muoversi all’unisono, pensare all’unisono condividendo anche i ricordi più intimi. Con tutte le conseguenze che potrete immaginare.

I combattimenti. Cacchio, c’è tutto: grandiosità, chiarezza visiva, il giusto grado di sboronaggine (se volete un esempio c’è un video SPOILERoso subito qua sotto), le scelte eroiche, le armi fichissime degli Jaeger, le armi più o meno disgustose dei Kaiju.

Le cazzate. Ma certo che ci sono! Però non disturbano 🙂 o al 90% coabitano trovate fichissime e va bene così, e ne vorresti ancora e ancora. Ne dico qualcuna en passant… si comincia dicendo che solo i familiari riescono a usare la guida di coppia degli Jaeger, ma cinque minuti dopo scopriamo che il duo più figo dell’universo è costituito da un uomo americano e una donna giapponese che si sono appena conosciuti, che non potrebbero essere più diversi nel fisico e nella mente. Come lo scopriamo? perché fanno a botte col bastone e lei vince…

Insomma

Mettiamoci pure che ho cominciato a vederlo con aspettative bassissime, pur essendo Del Toro. Mettiamoci che il trailer non m’era piaciuto affatto, e che temevo ne uscisse un altro Transformers (in cui l’unica parte rilevante, i combattimenti, è talmente confusionaria che non ci si capisce un cazzo –  mi riferisco al primo in particolare). Però ecco, s’è capito: mi è piaciuto un bel po’. Specie dopo la delusione di quell’altro.

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Comments
2 Responses to “Into Darkness & Pacific Rim”
  1. lapinsu ha detto:

    STAR TREK: non ho mai visto un episodio della serie originale per intero. Mea culpa, lo ammetto, ma è una serie tv che non mi ha mai affascinato. Il primo star trek di JJ lo vidi per sbagli e mi piacque. Così ho ripescato pure questo, anche perchè Benedict è un portento. Come te sono rimasto un po’ deluso, ma non per gli stessi motivi: il film è meno godibile del primo, ha una storia più piatta e personaggi troppo monocorde. Lo stesso Khan è sfruttato male, imho.

    PACIFIC RIM: film grandioso nella sua piccolezza. Non stimola il cervello, ma la pancia. Credo che l’apprezzamento del film ha un riscontro anagrafico ben preciso: chiunque abbia tra 30 e 40 ed è quindi cresciuto coi cartoni animati robottoni lo adorerà in un modo che nessun altro potrà eguagliare… Io, per mia fortuna, sono proprio della generazione venuta su con Goldrake, Mazinga e Voltron, Jeeg e Yattaman… non aggiungo altro 😀

    • Ema ha detto:

      Su Star Trek… non ho fatto in tempo ad arrivare a valutazioni assolute, ero troppo disgustato come fan. Ti assicuro, guardati Wrath of Khan (che comunque è il migliore in assoluto dei film di Star Trek e penso possa essere godibile anche da un non iniziato) e poi dimmi che cavolo ha fatto JJ.
      Su Pacific Rim… concordo su tutto ciò che dici. Si fa strada a botte di raggi adrenalinici e doppi magli nostalgici, e arriva dritto al cuore della Prima Generazione Manga, diciamo così 😉

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