Recappone Doctor Who ante-cinquantenario


Sento che, giunti ormai a pochissimo dal mitologico episodio del cinquantenario, è necessario tirare un pochino le fila di quanto è accaduto finora. Per la gioia di grandi, piccini e gente che passa per caso. E anche per la mia, tanto per riordinare le idee. Proverò a tenere fuori tutto ciò che non sembra rilevante ai fini del prossimo speciale, ma sarà difficile. E poi, tutto potrebbe essere rilevante.

E lo dico nonostante l’ultima stagione mi abbia spinto non dico al disamore ma almeno al distacco. Ma terrò le considerazioni sulla qualità a freno, giuro.

Nine

Il Dottore appare tra noi nel 2005, prende con sé la londinese Rose Tyler e ci svela che la sua razza, i Timelords, e quella dei loro acerrimi nemici Daleks, sono entrambe state distrutte/sigillate nella cosiddetta Time War. Da chi? Da lui. A fine stagione scopriamo invece che i Daleks hanno trovato modo di uscirne belli belli con tutta la flotta spaziale al completo, e nel bel mezzo dell’assedio all’ultimo baluardo umano – proprio mentre il Dottore ha deciso di detonare l’impossibile e portarseli via con sé – la suddetta Rose si farà volontariamente possedere dal Vortice del Tempo, diventando per pochi minuti Bad Wolf, entità fuori dal normale corso temporale che si  manifesta ogniqualvolta il mondo è vicino alla fine. Daleks spazzati via, Capitan Jack resuscitato e immortalato. Ma non è finita: per salvare Rose che sta collassando a causa del troppo potere di Bad Wolf, il Dottore si ciuccia tutta l’energia in eccesso dando il via alla sua rigenerazione. Fuori Eccleston, dentro Tennant.

Ten

Il nuovo Dottore è più sbarazzino e meno incazzoso del precedente. Scopriamo che in un universo parallelo (nel quale il padre di Rose è ancora vivo) i Cybermen hanno complottato per rovesciare l’ordine mondiale, e solo grazie al Dottore e ai Tyler la cosa non riesce. Inizia quindi la Resistenza, capitanata proprio dal sig. Tyler e da Mickey, fidanzato finto di Rose che per motivi narrativi ci leviamo dalle balle perché sceglie di continuare a combattere nell’altro Universo. E infatti il rapporto tra il Dottore e Rose cresce in varie direzioni, finché nel finale di stagione ritroviamo i Cybermen proprio nel nostro Universo, a Londra, e al contempo un rigurgito di Daleks che ogni volta dovrebbero essere debellati per sempre MA tornano in mezzo ai cojoni. Doppio episodio bruttino se non per i cinque minuti finali, in cui a) il mondo viene salvato di nuovo, e OK, b) Rose rischia di essere risucchiata nel posto brutto dove il  Dottore sta mandando Daleks e Cybermen ma viene salvata in extremis da papà Pete “alternativo”, che la porta con lui nel suo universo. Per salutarla un’ultima volta prima che gli universi si disallineino per sempre, il Dottore si avvale dell’energia di una supernova… ma il contatto dura talmente poco che non riesce nemmeno a finire di dirle I love you. Brividi, lacrime, traccia musicale da urlo. Ciao Rose, dentro Martha.

La terza stagione sembrerebbe quella meno connessa alla situazione attuale. C’è Martha Jones, c’è capitan Jack, c’è il trucco dell’orologio (usato dai Timelords per “scappare” anche da sé stessi, rimuovendo completamente le memorie che potrebbero farli scoprire dai nemici) e c’è Blink. E poi, naturalmente, c’è il Master. Ma tutto sembra concludersi col finale. Esce Martha, entra Donna.

Inizia il declino di Ten, che in più di un’occasione si prende la libertà di contravvenire ai suoi stessi principi. Ancora Daleks nel finale, ma guarda un po’, e universi paralleli con ritorno di Rose, più qualche nota interessante all’uopo di oggi: Davros, creatore dei Dalek, ci dice che il Dalek Caan è riuscito a violare il sigillo temporale della Time War, e l’ha salvato dalle fauci del Nightmare Child (qualsiasi cosa esso sia) per poi aiutarlo a ripopolare l’universo di Dalek. Caan ne è uscito pazzo, ma almeno si può fare. La stagione regolare finisce con una serie di elementi che potrebbero essere ripresi: a) dalla mano tagliata del Dottore si rigenera un “Dottorino” dalla fisiologia umana, che finirà nel famoso universo parallelo assieme a Rose – il classico ripiego, ma chissà; b) sempre dalla stessa mano Donna acquisisce la mente di un Time Lord il tempo necessario per salvare la situazione, poi il Dottore deve farle dimenticare tutto per evitare che le scoppi il cervello; ma i ricordi sono sempre lì pronti ad emergere…

Gli speciali: niente da segnalare per quanto ci concerne fino al gran finale, nel quale conosciamo di prima mano i Timelords “cattivi” e il loro presidente Rassilon e vediamo come provano ad uscire dal loro tempo sigillato. Li ferma, manco a dirlo, il Dottore, con l’aiuto di un Master in dissolvimento ma ancora molto badass. E poi la memorabile sequenza della rigenerazione, la più lunga e sofferta mai vista: “I don’t wanna go…”. Fuori Tennant, dentro Smith coi suoi nuovi companions Amy & Rory.

Eleven

E dentro pure Moffat come show-runner. La quinta stagione introduce l’attuale incarnazione del  Dottore e il suo micro(macro)cosmo di companions e villains, vecchi e nuovi. Silence will fall dice il motto, e il silenzio rischia di cadere davvero quando nel finale il Tardis esplode, o sort of.

Nella sesta scopriamo che il Silence è incarnato da terribili alieni scordarelli, e che Amy e Rory per aver trombato sul Tardis al momento sbagliato hanno avuto una figlioletta Timelady, Melody Pond. Che, poi si scoprirà, è nientemeno che River Song, futura moglie del Dottore. Il finale di stagione ci gratifica del relativo matrimonio e dell’apparente morte del Dottore, che però ha preso tutti per il culo (compreso il Time&Space stesso) e ha fatto morire al suo posto un simulacro robotico.

E siamo alla settima e ultima stagione so far, divisa in due parti, la prima delle quali termina con l’addio dei Pond. Fuori loro, dentro Clara. The impossible girl la chiama il Dottore, e con ragione: per qualche motivo la stessa ragazza riciccia fuori ogni due per tre nelle sue avventure, seppur nei panni di persone apparentemente ignare e scollegate fra loro. E alla fine si scopre il perché: lei è nata per salvare il Dottore. Come? Tuffandosi, al momento giusto, nel di lui personalissimo vortice temporale, e disfacendo una per una le malvagità perpetrate nello stesso modo dall’ennesimo nemico, la Great Intelligence. Il Dottore stesso la ripiglia per i capelli tuffandosi pure lui nel suo vortice, prima che anche l’ultima scintilla di coscienza di Clara si dissolva, rivelando il più grande segreto del Time Lord: la rigenerazione ripudiata e dimenticata del Dottore. Ovvero, John Hurt. Ta-daaaan!

Inoltre, nel primo dei due mini-episodi introduttivi allo specialone, dal titolo “The night of the Doctor”, scopriamo per certo ciò che tutti avevano già speculato: il War Doctor, John Hurt, è la rigenerazione dell’Ottavo, Paul McGann (ta-daaaan, di nuovo). Sarebbe dunque il Nono, il che farebbe di Eccleston il Decimo e Tennant l’Undicesimo, se non fosse che non viene contato. Perché no more Doctor, perché ha voluto scientemente rinascere come Warrior, perché di un guerriero c’era bisogno per fermare la Time War, non di un dottore.

E infine, cosa ci dice il trailer? (Il secondo rilasciato finora e l’unico ad avere effettivo footage dall’episodio del cinquantenario). Ci dice che Ten ed Eleven saranno fianco a fianco, e fin qui c’eravamo. Che il War Doctor sarà a tratti con loro, sembrerebbe come amico. Che Clara sarà ancora lì col suo Eleven. Che Ten… ehi, non sembrerebbe proprio essere lo sfigatello umano parcheggiato nell’altro Universo, quindi da quale punto della Timeline sarà arrivato? Che paradosso si sarà inventato Moffat per giustificarlo quando c’era la soluzione più facile a portata di mano? E Rose, ecco, sembrerebbe sempre più sola e sempre più catastrofica. E Bad Wolf, che si intravede in qualche poster promozionale sotto forma di scritta come ai bei tempi?

Concludo

…linkandovi questo meraviglioso aggeggino della tecnologia WEB, un TARDIS virtuale che cresce in proporzione a quanto se ne parla in rete (meraviglie dell’uso degli hashtag) e che ovviamente permette di linkare a ogni singolo richiamo al cinquantenario nel mondo dei social network. E indovinate che succede man mano che il TARDIS si costruisce? Si sbloccano delle mini-clip dello Speciale, disponibili a tutti (mentre scrivo ce ne sono due, pochine rispetto alle 5 totali, ma c’è ancora tempo). E la prima volta che entrate è lo stesso Eleven a spiegarci di che si tratta, alla sua maniera… Geniale! La promozione definitiva.

E allora, che mi resta? #SaveTheDay , cacchio.

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Comments
One Response to “Recappone Doctor Who ante-cinquantenario”
  1. Chiaretta ha detto:

    Wowww mi ero persa questo magnifico recappone, complimentissimi caro! Sempre preciso, diretto e obiettivo!
    Anch’io mi sono quasi distaccata dal mio amato Doctor, colpa mia, del buon vecchio Moff, del povero malcapitato Smith o che ne so, ma quando ho visto il faccione di Capaldi sono stata strafelice, magari mi innamoro di nuovo di questo meraviglioso show.
    Purtroppo – ma conoscendomi forse l’avrai intuito – lo speciale per il 50esimo mi ha deluso, e non poco (anche se da commenti inglesi e non mi sembra di capire che sono tra i pochi che non l’ha apprezzato).
    Ho fatto spostare i festeggiamenti per il compleanno di mio marito e cosa mi tocca guardare?? Una noia assoluta!! Ma niente spoiler promesso, aspetto il tuo commento, che so con certezza che ci sarà 🙂
    ciao carissimoooo

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