Cenerentola ovvero Action Girl


Riassunto ragionato del Cinderella Disney.

Allora, c’è questa ragazza figlia di nobile un po’ sfigata, che perde prima la madre amorevole e poi il padre sempre amorevole ma bisognoso di attenzioni. Il quale però prima di schioppare fa il danno e s’ammoglia con la donna più stronza di tutto il reame, corredata della coppia di figlie più altrettanto stronze (ma anche brutte e sceme) di tutto il reame di cui sopra.

Appena lui stira, la Matrigna impone la sua dura legge: rinomina la figlia legittima in onore della Cenere (bruciando per sempre il vero nome da tutti gli annali) la relega in una stanzetta in cima alla torre della magione di famiglia e la condanna ai lavori forzati dentro casa. E’ qui che Cenerentola comincia a svelarsi come Action Girl: spirito libero e indomito, cosa fa? Scappa di casa? Si arma di randello? S’incazza? No: si piega totalmente al volere della mammina acquisita che – badate bene – non la minaccia né col bastone né con temibili armigeri – non ci sono soldi per far venire la colf, figuriamoci per pagare i gorilla – ma possiede un paio di occhiacci da far spavento. E questo è l’antefatto.

Il film inizia con la nostra Cindy che si sveglia all’alba, o meglio viene svegliata a forza dagli uccelletti suoi amici (ecco lo spirito indomito della guerriera che si sveglia solo quando lo dice lei) e mentre si veste intona un sonoro peana di battaglia: “i sogni son desideri”, ovvero “sogna sogna bella che è meglio, vedrai che alla fine uno che ti si carica lo trovi”.

Action Girl inizia poi la sua turbolenta giornata, aiutata da un esercito di animaletti addestrati a portarle le pantofole. C’è da salvare il mondo, o meglio lavare le scale e farsi il culo a pulire casa in generale, ma anche roba più hardcore, tipo salvare il topolino nuovo arrivato dal gattone di casa (mantenere i topi sani e grassi fa parte delle best practices di manutenzione degli ambienti).

Ma saltiamo al punto di crisi: il re, incazzato nero perché il figlio non prende moglie (e quindi ohmmioddio potrebbe essere gay) indice un ballo per tentare di accoppiare il pargolo o, alla peggio, togliersi il dubbio e non pensarci più. L’annuncio arriva anche a casa di Cindy, la quale in un impeto di ribellione dichiara che vuole andare pure lei alla parata di gnocca perché, dopotutto, qualcosa di fisicamente compatibile in mezzo alle gambe dovrebbe avercela ancora (le sembra, forse). E qui attenzione perché c’è la prima grande prova di forza: la matrigna si concentra e le dice “Ma certo cara, non prima di aver rivoltato casa un’altra volta però”. E allora Action Girl s’incazza, fa il gesto dell’ombrello e… ringrazia, e va a riprendere la scopa tutta contenta. Anche qui la terribile arma di costrizione della Matrigna è l’occhiataccia.

Archiviato il primo ostacolo, però, c’è da trovare uno straccetto da mettersi addosso quando la nostra amica avrà finito di ripassare con lo Spic & Span tutte le superfici e, bella sudata e zozza, potrà andare a palazzo a farsi dare le palettine dal bel principe. (Andare come? taxi? ma non complichiamoci la vita).

E qui interviene l’esercito personale di creaturine di Action Girl, che in un turbine tecnologico riadatta un vecchio vestito della madre morta infilandoci vetrini colorati delle sorellastre e tira fuori l’abito del secolo. Abito che Cindy, che pure stavolta non ha mosso un dito, non tarda a sfoggiare con la sua bella famigliola, se non altro per sbatter loro in faccia che a figheria non c’è proprio battaglia. Senonché, Anastasia e Genoveffa si accorgono dei vetrini colorati e si ritengono giustificate a fare selvaggiamente a brandelli l’abito del secolo. Ed è qui che finalmente Action Girl si incazza, tira fuori la mitragliatrice e… si fa strappare il vestito in mille pezzi, passivamente, andando poi a piangere in giardino.

E allora le sue imprese (non fare un cazzo, cantare e piangere: alla cicala andò molto peggio) vengono finalmente ricompensate. Arriva la Fata Smemorina, che a colpi di bacchetta magica le procura carrozza, cavalli e vestito. I topini ringraziano, visto che dopo essersi fatti il culo per averle messo a nuovo un abito inutile devono pure farsi il culo a scarrozzarle le chiappe in giro per il reame, in forma di cavalli. Non è dato sapere se biddibi boddibi bù rinfreschi pure le ascelle della (inde)fessa lavoratrice.

Ma attenzione: la fata ci informa che il doping scade a mezzanotte, quindi se proprio non può farne a meno che si prenotasse un motel per tempo. E quindi si va, Cindy arriva al ballo per ultima ma viene notata per prima, forse per via delle ascelle odorose, e il principe se la trascina via per il sollievo del babbo re e del granduca suo compare. Quando già l’erede al trono con la bava alla bocca se la stava per portare al piano di sopra, scocca la mezzanotte e la nostra Action Girl scappa, timorosa di farsi vedere struccata. Nella fuga però perde una scarpina (di vetro, usatissima in tutti i video fetish) la quale per qualche motivo non ritorna alla forma originale di ciavatta ciociara. (Al che uno si chiede: a saperlo prima, non poteva denudarsi nello stanzino e salvare tutto il vestito?)

L’indomani, nuovo proclama: il granduca si farà il giro di tutte le case (nobili, perché non esageriamo) del reame per trovare una crista che riesca a mettersi ‘sta scarpina, che evidentemente oltre che di vetro deve essere taglia 22  o avere 6 dita perché se no non si spiega. Cindy, eccitatissima, ne fa una e la sbaglia: canticchia la canzoncina del ballo e si tradisce con la Matrigna. La quale, nella prima vera azione di forza di tutto il film, la rinchiude nella sua stanza.

Ma ecco tornare in gioco i topini, cazzuti e spericolati come non mai: sottrarre la chiave dalla tasca della cattivona è un gioco da ragazzi, se non fosse  che il malvagio gatto di casa si mette di mezzo. Nel frattempo arriva il Granduca stringendo in mano l’unica prova esistente della mascolinità dell’erede al trono. (Sì lo so cosa sembra, ma intendevo la SCARPETTA). Le sorellastre alternano piedazzi giganti e pieni di cipolle nel tentativo di risultare “quella giusta” (ma no, figuriamoci se poi il principe si accorgerà mai che non erano loro… si sa, il buio, l’alcool, la discoteca…). Proprio nel momento in cui il granduca tenta di scavarsi dai coglioni da quella casa di ninfomani cesse, scende lei: Action Girl, nel frattempo liberatasi dalla prigionia grazie all’intervento del cane scemo Tobia.

Essendo gnocca, pur se in abiti umili, viene subito presa a ben volere dal granduca, il quale acconsente a misurarle il piedino sperando magari che sia ninfomane pure lei. E qui, seconda azione di forza della matrigna, che con una mossa ben assestata manda in frantumi la suddetta unica prova della virilità del principe. E tutto sarebbe perduto se…

…se Cindy, praticamente nell’unica scelta positiva di tutto il film, non tirasse fuori l’ALTRA scarpetta, per di più con aria da stronzetta. (Ma come? Ma non era rimasta al piede? Non doveva dissolversi col dissolversi dell’incantesimo? Ma ma ma ma che cazz!!!). E qui grande rivalsa di fronte all’espressione di puro orrore della Matrigna. La scarpa calza, ma a ‘sto punto non ha senso nemmeno provarla visto che tutti danno per scontato che l’unica altra scarpina numero 22 con 6 dita sia quella in mano alla nostra eroina.

E allora finalmente Cenerentola vede i suoi sforzi (???) premiati e si accasa per la vita col futuro re, circondata da un esercito di topi e felice di appendere al chiodo la (usuratissima) tutina di Action Girl.

Morale

Insomma, bambine: statevene a casa, fate le faccende, sopportate i soprusi pazientemente e magari crescetevi qualche pantegana nelle vicinanze, e vedrete che un riccone che vi sistemi per la vita lo rimediate pure voi,

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