Doctor Who, inizia la settima stagione


E si inizia di nuovo. La stagione 2012-2013 si preannuncia carica di novità e sorprese, visto che coincide con le “nozze d’oro” della serie: ebbene sì, sono cinquant’anni che Doctor Who imperversa nell’etere, e pur volendo sottrarre dal computo gli anni ’90 (in cui, se si eccettua il terribile tentativo di rilancio cinematografico, l’esperienza sembrava terminata) siamo pur sempre di fronte al serial più longevo di sempre. Per il puntatone del cinquantenario si è detto molto: torna Tennant, torna Billie Piper, torna John Barrowman (la cosa forse più probabile e semplice), addirittura torna Tom Baker, il Quarto Dottore himself. Di sicuro, ci sarà l’avvicendamento di companions: a metà stagione via i Pond, e dentro una misteriosa fanciulla interpretata da Jenna-Louise Coleman. Quel che è certo è che si è creata grande aspettativa, e il fatto che lo show abbia messo le grinfie stabilmente anche sul mercato americano (c’è tutto un mondo di trailer e promozione a parte per BBC America) non fa che aggiungere, come dicono loro, hype. La campagna di lancio è stata massiccia e curata, comprensiva di una mini-serie di episodi (Pond Life) pubblicata su YouTube durante tutta la settimana precedente alla season premiere. In più, ogni episodio ha la sua brava grafica di presentazione e persino la sigla iniziale è stata personalizzata di volta in volta. Ma andiamo a vedere come il buon Moff ha deciso di partire.

Dove eravamo rimasti?

La stagione VI si era conclusa in maniera rocambolesca: il Dottore è morto, anzi no, è vivo ma fa credere che sia morto e cancella tutte le sue tracce con grande meticolosità. I Ponds accasati e tutto sommato felici. River in giro a fare la pazzerella come sempre, la sua linea temporale finalmente parallela alla “nostra” e nel verso giusto. Il Dottore attuale dovrebbe avere più di 1100 anni, così come quello di apertura della sesta stagione (che però era una versione “futura”, ricordiamocelo). La mini-serie Pond Life ci informa brevemente che dopo qualche peculiare ed esilarante esperienza domestica con un Ood, Amy e Rory hanno tremendamente bisogno dell’aiuto del Dottore per qualche motivo sconosciuto. Ma che fa andare via di casa Rory e scoppiare in lacrime la nostra Amelia. E qui parte Asylum of the Daleks.

Primi sviluppi

Moffat ama stupire, ama premere sull’acceleratore verso la meta per poi sterzare improvvisamente e andare a venti all’ora verso una tappa non prevista. Sicuramente ama confondere le idee. Quel che è certo è che questo inizio è decisamente diverso da quello della stagione precedente in cui si impostava con decisione lo story-arc che avrebbe accompagnato tutta la serie. La quiete che annuncia la tempesta? Penso proprio di sì, e non vedo l’ora di arrivarci: non si può iniziare col botto se tutti sanno già che un botto ci sarà, prima o poi.

Confondere le idee, come? Frantumando le sicurezze. I primi due episodi Aylum of the Daleks e Dinosaurs on a Spaceship sono piuttosto diversi: ilare e cazzarone il secondo quanto drammatico e dai toni epici il primo. Inoltre, mentre il secondo sembrerebbe un tipico episodio stand-alone senza spunti di trama globale, il primo inietta nel povero spettatore una serie di interessanti pruriti. E un’anticipazione mica male, incredibilmente passata sotto silenzio nonostante l’anteprima mondiale fosse stata proiettata a metà agosto.

(E da qui in poi è SPOILER selvaggio.)

Asylum of the Daleks

La classica fanciulla in difficoltà vestita di stracci…

Sì, perché dopo la sigla iniziale, ignorata dai titoli di testa, compare proprio la Coleman nei panni di una loquace fanciulla, imprigionata non si sa bene dove, che cerca di tenere fuori dal proprio ambiente quella che sembra proprio un’orda di Dalek inferociti. E scopriamo che si chiama Oswin Oswald, ragazza-genio intrappolata in un’astronave precipitata nel pianeta-manicomio dei Dalek (posto di cui persino loro hanno paura, e per questo chiamano in soccorso l’unico uomo che a loro memoria possa affrontarli: il Dottore). Le indiscrezioni estive dicevano che la nuova companion si chiamerà Clara Oswin. E quindi?

Tralasciando la storia vera e propria dell’episodio, gli sviluppi rilevanti sono i seguenti:

  • Oswin era una fanciulla, ma le nano-sonde del pianeta l’hanno trasformata in un Dalek fatto e finito per non perdere il suo genio. Non accettando la terribile realtà, la mente della fanciulla si è costruita una realtà alternativa. Oswin esplode col pianeta-manicomio.
  • Prima di esplodere, Oswin cancella la nozione relativa al Dottore dall’intera collettività Dalek, tant’è vero che l’episodio termina con la scena assurda di centinaia di robottini che urlano “Doctor who?” in omaggio al solito giochino di parole.
  • Amy e Rory stavano divorziando, ma parlano cinque minuti e si rimettono insieme (parleremo delle piccole incongruenze più in là).
  • Non si può fare un Dalek senza rompere le uova. (Questa la capite solo se avete visto l’episodio).

Quindi. La ragazza, o meglio il Dalek in quest’episodio sembrerebbe non coincidere con la futura companion, anche se attrice e parte del nome sono gli stessi. Comunque se la giocheranno, questo antipasto è stato assolutamente geniale e inaspettato. Per non parlare dell’acquolina in bocca: una compagna che se la giochi alla pari o quasi dal punto di vista intellettivo col Dottore non l’avevamo ancora vista (a parte se non erro Romana I da Gallifrey, da ripescare nelle serie classiche, e volendo la mogliettina River che però è una presenza incostante). Ma c’è da attendere lo speciale di Natale, ed eventuali nuovi abboccamenti del Moff strada facendo.

Dinosaurs on a Spaceship

Tanto impressiona Oswin nel primo episodio, quanto si rifà Amy nel secondo. Qui abbiamo una possibile novità in embrione: quella che il Dottore chiama la sua gang”. Una sorta di squadra estesa di companions, che annovera gli immancabili Pond, papà Williams reclutato per caso, un esploratore vecchia conoscenza del Dottore di nome Riddell e nientemeno che la regina d’Egitto Nefertiti, appena aiutata a salvare il suo popolo da un’invasione di cavallette giganti (aliene, ovviamente). Chissà se nei prossimi episodi avremo ancora situazioni simili di team-up.

Il manifesto personalizzato del secondo episodio

Dicevamo, la riscossa di Amy: intuitiva, risoluta, sexy e pure leader, almeno per un po’ (sostenuta dalla sua nuova amica Neffy). Un tentativo di bilanciare la personalità accattivante della futura companion, come a dire “Ehi, sono ancora io il gallo del pollaio”? Chi lo sa. Ma andiamo a censire i punti rilevanti di questo secondo episodio.

  • il papà di Rory scopre che i numerosi viaggi di cui gli parlano figliuolo e nuora sono tanto nello spazio quanto nel tempo, e tutto sommato non si sconvolge più di tanto;
  • il Dottore ammazza, o meglio destina a morte certa, il cattivo della situazione. Con una certa leggerezza, persino. Abbiamo visto altre volte il nostro eroe prendere decisioni di questo tipo, quando per rabbia e quando per mancanza di alternative, ma in questo caso le alternative c’erano eccome: ho aspettato fino all’ultimo un salvataggio in extremis che non c’è stato, o perlomeno una considerazione sulla gravità del fatto. Il tizio in questione (mercante senza scrupoli particolarmente odioso) si è reso autore di un mezzo genocidio, è vero, ma nemmeno uno scrupolino? Potrebbe essere un fattore importante nella nuova stagione, seppur dopo tutte le pippe mentali di A good man goes to war (in cui River spiega al Dottore che si è fatto così tanti nemici perché dovunque vada fa lo sborone e vince sempre, tanto che nelle Gamma Forests il termine “Dottore” significa “grande guerriero” e non guaritore come in altri posti. Sembrava convincente, ma a quanto pare il Dottore continua a fottersene. E fa bene, detto tra noi).
  • I Siluriani avevano creato un’arca spaziale grossa quanto il Canada contenente sé stessi e i propri antenati dinosauri, che viaggiasse nello spazio alla ricerca di una nuova casa (dopo che la Terra era stata reclamata dagli umani). Il Dottore traghetta l’arca fino a Siluria, anche se di siluriani non ce n’è più manco uno. Ci tornerà utile questa informazione, così come quella sulle api che tornano al loro pianeta d’origine?

Le immancabili cazzatine

Vado a proporle in ordine sparso: alcune fanno male, altre ci si passa sopra con una scrollatina di spalle.

  • Il Dottore si finge morto e nasconde accuratamente le sue tracce, certo. A metà della sesta stagione scopriamo che l’omicidio del Dottore a Lake Silencio è addirittura a fixed point in time, al pari della distruzione di Pompei, certo. Peccato che dopo manco cinque secondi di primo episodio scopriamo che i Dalek sanno benissimo non solo che è bello vispo e arzillo, ma pure dove trovarlo. Troppo facile dire che “non si sa da quale tempo arrivi questo Dottore”: se così fosse, di fatto non ci sarebbe bisogno di sforzarsi così tanto a mostrare che il Dottore tiene un profilo basso.
  • Power fluctuations. Dopo che nella 6×13 il Nostro aveva smontato un Dalek a colpi di cacciavite, di certo non mi aspettavo che gli alieni dalla voce più affascinante che si sia mai sentita riuscissero a trarlo in inganno e catturarlo con una facilità disarmante. Ma vabbe’, diciamo che quest’ultima cosa è dovuta all’effetto sorpresa degli umani “dalekizzati”.
  • Il rapporto di coppia dei Pond è quanto di più inverosimile si sia mai visto in un serial TV. Messisi l’anima in pace per la perdita della figlia Melody/River, ormai già grande e girovaga dello spazio e del tempo, si rendono conto che Amy non può più avere figli a causa dei trattamenti ricevuti a Demon’s Run. Affranta dalla scoperta e convinta che Rory non possa proprio sopportarlo, Amy caccia il maritino di casa senza dirgli nulla e si tuffa nel suo mestiere di modella (un po’ alla Mary-Jane Watson). E’ divorzio! Senonché  il Dottore li lascia soli una mezz’oretta a parlare in una base sotterranea piena zeppa di Dalek, e Rory le dice “No! Ma chi? Io?” rassicurandola definitivamente. E l’Amore trionfa. Vabbe’.
  • Per il ciclo “Il Dottore copre le sue tracce”/2. Il nostro è talmente accorto e coi piedi di piombo che dopo aver sanato le piaghe d’Egitto (con buona pace di Mosè) se ne va bel bello all’ISA (Indian Space Agency) nel 2367, organizzazione che evidentemente lo conosce bene, e offre loro il suo aiuto per risolvere una crisi. E allora è inutile che si provi a rimarcare che il nome “Dottore” non è più associato a lui solo perché il cattivo Solomon non sa chi sia e lo prende per un medico. Se vuoi prendere ‘sta strada, Moffy, a qualcosa devi pur rinunciare. Ché quando Ken il Guerriero decise di scomparire dalla circolazione, almeno si fece crescere la barba e prese qualche calcio in culo senza reagire. Non è mai troppo tardi per imparare dai classici.

Concludendo

Ecco, dovrei averle dette tutte. L’inizio della sesta stagione mi impressionò di più, ma c’è da dire che in questo caso bisogna gestire con accortezza il crescendo verso il cambio di companion e la puntata celebrativa. Nel primo caso sono già stati ingaggiati gli Angeli Piangenti (a Manhattan!) il che non può che promettere molto bene. Nel secondo… Tennant o non Tennant, siamo tutti con le orecchie drizzate e l’aspettativa a mille. Eppoi Gaiman sta già scrivendo un nuovo episodio dopo che il suo primo, The Doctor’s Wife, ha vinto il Premio Hugo… che volere di più?

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Comments
7 Responses to “Doctor Who, inizia la settima stagione”
  1. Guisito ha detto:

    Emuccio, mannaggia, non vado a cinema da una vita. Ma forse si tratta di serial televisivi?

    • Ema ha detto:

      Ehilà, quanto che non ti si vede! Sì, è un serial televisivo o meglio il serial più longevo di sempre (iniziò nel lontano 1963, infatti fra un po’ ricorre il cinquantenario).
      Se vuoi articoli su cinema, dovresti trovare tra i post recenti Spiderman e Avengers, e un altro è in preparazione su Batman.
      E un altro ancora su un’altra serie TV… a te come va?

  2. Chiara ha detto:

    Aa-aa ti aspettavo! Non potevi non commentare l’inizio della nuova stagione di DW! E che dire? Concordo con te su tutto, o quasi! A me questi due episodi son piaciuti molto, anzi, moltissimo, ed è stata una sorpresa per me, dato che non ho amato particolarmente la gestione Moffat né i Pond, né Eleven.. insomma, un disastro su tutti i fronti! Invece il primo episodio non sarà stato col botto, ma è stato tachicardico e commovente! La comparsa della nuova companion mi ha completamente spiazzato, tanto che appena l’ho vista dicevo: ma … ma … sembra lei, possibile?? Ebbene sì.. toccherà vedere come riuscirà fuori..
    E poi una tipa sveglia e intelligente e geniale come il Dottore, hai ragione tu, non si era ancora vista, ed è stato fantastico vederla interagire con lui, qualcuno che finalmente capisse cosa dice il Doc (tranne naturalmente Donna, quando diventa, per poco, Donna-Doctor!).
    Il secondo episodio più leggero sì, ma non tanto stand-alone, se pensiamo al momento in cui Eleven ed Amy si occupano della fase 1 del piano e lei si lamenta del fatto che le sue visite si stanno diradando, preparando così i Pond a lasciarlo andare.. diciamo che è un – seppur breve – attimo in cui si preannuncia la fine dei viaggi per i Pond.
    E che dire del padre di Rory? Un Pond anche lui!! ihihih E’ stato fantastico, mi è piaciuto da morire.. dopo i primi momenti di sconcerto si è dato da fare, diventando anche risolutivo con tutti gli attrezzi che si era portato dietro!
    Sono rimasta scioccata anch’io, come te, quando il Dottore ha ucciso Solomon.. ho aspettato/sperato che Eleven trovasse una soluzione, un modo per non ucciderlo.. perché invece non si è fatto problemi? Non era successo fino ad ora, sta cambiando? MAH Aspetteremo e vedremo!
    E poi una speciale menzione per Amy. Purtroppo non l’ho amata particolarmente, né come companion né come attrice, non mi dice niente, ma nel secondo episodio si è data da fare alla grande, non avrei potuto usare aggettivi migliori di quelli con cui l’hai descritta tu! Brava Amy!

    Oddio, quanto ho scritto?? Sorry ^_^’

    Ps: ma io voglio Billie e David insieme per il 50esimo 😥

    • Ema ha detto:

      rose e ten insieme? penso li vogliano in tanti, ma rischierebbero seriamente di deviare l’attenzione da tutti gli altri. Onestamente non credo che ci saranno né l’uno né l’altra, anche se qualche ritorno dall’era “pre-eleven” non sarebbe male affatto, come simbolo di continuità, anche una martha jones che tutti (tranne me) schifano ma di fatto dovrebbe essere una delle poche facilmente raggiungibili anche a livello di trama.

      • Chiara ha detto:

        Nooo non smontarmi!!! 😥 Possibile che non ce li facciano vedere?? Voglio essere ottimista! Comunque mi piacerebbe tanto rivedere anche Nine, quanto l’ho amato! ♥
        Sai.. sto riguardando DW, sono alla terza stagione che avevo alquanto snobbato, ma mi sto ricredendo, non era così malvagia Martha 😛

  3. Francesco Roghi ha detto:

    Spoiler

    A me non è piaciuto che alla fine della seconda puntata il Dottore uccida, con molta leggerezza, Solomon… forse Moffat dovrebbe controllare di più gli episodi scritti da altra gente…

    • Ema ha detto:

      beh sì come dicevo sopra anche io sono rimasto interdetto. Ma dato che questa cosa l’abbiamo notata in tanti, mi piace pensare che ricada all’interno di un disegno più grande, come spesso accade con Moffat. Non voglio credere che sia una semplice svista di sceneggiatura…

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