E’ arrivato l’ovetto Kindle


E finalmente gliel’ho fatta pure io. Sono due anni che mi dibatto tra i tremila tipi di e-reader esistenti cercando di capire quale sarebbe il più adatto a me, alla fine mi sono rotto il cazzo e ho approfittato della promozione di Amazon, che probabilmente ha abbassato i prezzi in attesa della svolta del colore. E quindi l’ho preso: online, da Amazon.it (ma guarda un po’) e corredato di custodia standard.

Kindle Touch 3G. Nel risparmio, non ho badato a spese. 6 pollici, schermo e-ink Pearl, Wi-Fi + connessione 3G. E sono già conquistato. Ma andiamo con ordine e cominciamo dai criteri di scelta.

Touch o non Touch?

Questa era la prima ardua scelta. Ditate ed eventuale lentezza di risposta contro uno schermo un po’ più grande e la possibilità di scrivere e evidenziare parole immediatamente. A posteriori devo dire che sono soddisfatto: nonostante la mia celeberrima sudorazione, le impronte digitali almeno per ora non si vedono – e comunque mi assicurano che si pulisce facilmente. Un po’ deludente invece la risposta dello schermo capacitivo: benissimo per quanto riguarda i cambi pagina, che sono veloci e basta un tocco; qualche difficoltà invece sui vari menu contestuali. Ma ci si passa sopra. La cosa notevolissima che consente lo schermo touch è evidenziare una parola con un tocco (prolungato) e richiamare al volo la definizione dal dizionario relativo (Zingarelli e Oxford sono pre-caricati, selezionati in base alla lingua del documento). Ma non solo: se non era il dizionario che volevate, con un altro paio di tocchi potete fare di meglio. Mettiamo che durante la lettura di un romanzo il protagonista faccia riferimento alla battaglia di Caporetto, e non vi ricordiate bene di che minchia si tratta, e siete di quei lettori esigenti che vogliono sapere tutto. Niente di più facile: evidenziate la parola, toccate Wikipedia e vi leggete la voce corrispondente. Poi, soddisfatti, proseguite la lettura.

3G o non 3G?

Questo era il fattore più pesante sulla differenza di prezzo. Ma è pur sempre una connessione eterna e valida in tutto il mondo. E consente alcune delle cosine sfiziose di cui al paragrafo precedente dovunque ci si trovi. Inoltre, se uno ha intenzione di utilizzare un minimo lo Store, è più o meno un must. E quindi…

Formati e Calibre

Il timore più grosso che avevo era legato al panico che serpeggia per taluni lochi virtuali riguardante i problemi del Kindle a leggere un certo tipo di formati, e la scarsa personalizzazione della lettura (font, grandezza etc) per i suddetti formati. In un certo senso è vero: leggere un pdf sul Kindle non è il massimo della vita, l’unica cosa che puoi fare è incrementare il contrasto, ma non hai controllo sul font e sulla pagina.

Tuttavia la Rete pullula di gentlemen virtuali che mettono a disposizione software coi controfiocchi per tutte le evenienze. Da questo punto di vista, Calibre è una vera manna dal cielo. Consiglio fortemente a tutti gli utenti di Kindle di installarvelo, se non l’avete già fatto.

In alternativa esistono utilità più semplici, anche online, per la conversione tra tutti i formati di e-book (per dirne una, www.2epub.com). Funzionano, anche se spesso prima di convertire e inserire nella vostra biblioteca virtuale vorrete dare una ripulita ai metadati del libro, ed è qui che Calibre ha una marcia in più. Mi spiego meglio.

Cosa sono i metadati? Nell’accezione più larga del termine, sono dati che descrivono altri dati. Nel contesto specifico, roba come Titolo, Autore, Data Pubblicazione, Immagine di Copertina e via dicendo. Convertendo da pdf in EPUB o MOBI capita spesso di trovare i metadati vuoti, o errati. Calibre permette di scaricarli dalla Rete (se trova un match per titolo/autore) o di impostarli manualmente, o entrambe le cose. Avere i metadati in ordine consente di raggruppare, effettuare ricerche, vedere una bella immagine eloquente quando si scorrono i libri: insomma, migliora la fruizione dei contenuti.

A spasso col Kindle

L’altra mia principale preoccupazione: come sarà portarselo in giro? Orbene, nella mia oretta media di metro  devo dire che si è comportato più che bene. Entra pure nella tasca laterale dei pantaloni, quindi posso prenderlo e riporlo con la massima velocità. (Le donne borso-dotate non hanno neppure da porsi il problema). L’accesso al libro che state leggendo è abbastanza immediato: apri la custodia, spingi il bottoncino in basso per sbloccare il salvaschermo e riappare l’ultima pagina visualizzata. Se doveste cambiare libro, qualsiasi documento verrà richiamato al punto in cui lo avevate lasciato.

La custodia “standard” di Amazon, comunque da acquistare a parte, non è chiusa: si apre come se fosse la copertina di un libro, e per quanto sia indubbiamente di buona qualità anche per la protezione dagli urti (la parte frontale è rigida) non va bene per la spiaggia o luoghi potenzialmente “sporchi”. Se dovete andarci al mare, assicuratevi di avere una borsetta richiudibile ermeticamente.

Nel baccano di una folla può risultare difficile concentrarsi nella lettura. Molti ci si abituano facilmente, altri potrebbero considerare di spararsi nelle orecchie un po’ di musica, magari non troppo invadente: a questo proposito potreste decidere di voler “rubare” un giga allo spazio destinato ai libri (4Gb totali) per metterci qualche mp3 da ascoltare con gli auricolari (non inclusi) o direttamente dai piccoli altoparlanti del Kindle, per la gioia di chi vi circonda.

Insomma

Entusiasta. Davvero.

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Comments
2 Responses to “E’ arrivato l’ovetto Kindle”
  1. Ciao, emacs.
    A causa della chiusura software verso gli epub non comprerei mai un Kindle
    È un po\’ la filosofia Apple: belli, bellissimi, ma comandano loro. Ti imbrigliano.
    Metti che Kindle prenda il sopravvento in Italia e gli altri distributori vadano in affanno. Amazon con mobi potrebbe monopolizzare il prezzo di vendita e, no grazie, non mi sento di infilarmi in una strettoia o essere la piccola goccia che scava il mercato.
    In ogni caso, goditi le tue letture digitali e diffondi il verbo, perché serve. 😀

    • Ema ha detto:

      Caro Sergio, purtroppo è già così e non per colpa (solo) di Amazon. E non riguarda il digitale ma l’editoria, in senso lato. Un lettore digitale è un modo per svincolarsi, invece… che sia il Kindle o altro non ha importanza. I formati vanno e vengono, si evolvono, e ci sono miliardi di modi per convertire (non sono così diversi come vorrebbero far credere). Scollegare contenuto da supporto è comunque un modo per dare più controllo al lettore, che poi è il motivo per cui si sono affrettati a inventare il DRM. Ma era per riguadagnare terreno perso.
      E benvenuto!

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