The Avengers


Di norma non lo faccio. Ma stavolta devo.

Avengers è un film che spacca veramente. Come Hulk. E va commentato, e bisogna cantarne le lodi, e bisogna urlare a tutti come si costruisce un bel film sui supereroi. E ancora una volta, grazie Joss.

Mi ricompongo. Niente spoilers oggi, salvo dove chiaramente indicato.

Corteggiamento.

Hulk, che spacca.

Se ne parlava già da anni. Molti film Marvel ne avevano dato l’imboccata, da Iron Man a L’Incredibile Hulk, oppure l’avevano dichiarato esplicitamente (Iron Man II, Thor) o infine lo presagivano addirittura nel titolo (Captain America: Il primo Vendicatore). Miliardi di fan erano caduti dalle sedie dei cinema quando la loro costanza nel seguire i titoli di coda li aveva premiati, al termine della proiezione di Iron Man, con Nick Fury che presentava a uno sbalordito Tony Stark la cosiddetta Avengers Initiative. E chissà quando, e chissà come, e chissà chi, si diceva. Quando venne annunciato che il progetto andava in mano a Joss Whedon, padre di Buffy/Angel/Firefly/Dollhouse nonché sceneggiatore Marvel lui stesso, fummo in molti a esultare. Eppure, il terrore che ne uscisse qualcosa non dico di inguardabile (lasciamo Ghostrider dove sta) ma di non eccelso, come avrebbe meritato il materiale a disposizione, c’era ed era tanto.

Poi il momento arrivò, e la pioggia di commenti positivi fin dalle anteprime un po’ ci rincuorò. Ma bisognava toccare con mano, ed ecco i fatti.

Preliminari.

Il soggetto: supercattivo ruba fonte di energia per aprire portale e far passare un esercito di invasione. Già visto, già vistissimo in tutte le salse sia in letteratura che in fumetteratura che in cinematografia. E allora? Beh, e allora pure i Promessi Sposi parla di due che si vogliono sposare e il prepotentello di turno mette loro i bastoni tra le ruote.

“Wendy…?”

Soggetto semplice, dunque. Si sceglie di non pescare dalla letteratura Marvel, il che a pensarci bene è cosa saggia: nessun rischio di pericolosi confronti, nessun riferimento mancante, nessun “Ah ma se non sai questo non ci capisci niente”. Portare una Secret Invasion, per dire, sul grande schermo sarebbe stata impresa folle. (Potrebbe essere un ottimo Avengers #12, forse). Squadra di supereroi ridotta a coloro che già erano stati presentati al pubblico cinematografico: Iron Man, Hulk, Capitan America, Thor, Black Widow e Hawkeye (quest’ultimo appena appena comparso in Thor, e probabilmente i “babbani” nemmeno ci avevano fatto caso). Rimossi d’ufficio due “soci fondatori” come Wasp e Hank Pym, ma sarebbe stato troppo introdurli ora per la prima volta. E avere più di sei protagonisti (sette con Fury, facciamo) in un film è quasi insostenibile. Già così, una delle sfide più grosse era far coesistere grossi calibri (Jackson, Downey Jr, Johansson) e non far scomparire al confronto i meno noti (Hemsworth, Ruffalo, Renner, Evans). Il risultato è che abbiamo un villain maestoso, Loki/Hiddleston, che fa invidia al miglior Jack Nicholson. E una squadra di eroi che risalta prima come accozzaglia di individualità in conflitto e poi come straordinario amalgama di pari grado.

Coito.

Tutti hanno parlato dell’approfondimento psicologico dei personaggi, e ne hanno tessuto le lodi. Cazzate.

Una delle rare inquadrature da davanti della Vedova Nera.

O meglio, è vero: ma mi suona tanto come cercare di giustificare con qualche supercazzora mainstream il fatto che il film è nel suo insieme una figata pazzesca. E lo è perché funziona tutto, non solo i personaggi. Indubbiamente era lì uno dei nodi fondamentali, come già detto: ma c’era ben altro da mettere in opera.

Soggetto banale, sviluppo complesso. La trama andava dipanata in maniera articolata e creativa, con i giusti cambi di marcia e di registro. Drammaticità, comicità, azione, epicità: ingredienti indispensabili per la riuscita di un kolossal del genere. The Avengers scivola via per più di due ore senza fartene accorgere, partendo in sordina senza essere soporifero, giocandosi un paio di crisi lungo la strada per il secondo tempo e infine sbocciando nella straordinaria mezz’ora finale, una delle sequenze più spettacolari ed emozionanti che abbia mai visto. E attenzione: non accade nulla di particolarmente inaspettato o ingegnoso. E’ il come che conduce lo spettatore all’adorazione, non certo il cosa. Dettagli, finanche: momenti di comicità nel pieno dell’azione che strappano la risata senza stemperare la tensione, alternanza di piani lunghi e primi piani che facilitano la fruizione delle immagini anziché incasinarla (come molto cinema d’azione contemporaneo), sboronate qui e là che ci stanno bene perché te le aspetti. E quando c’è il dramma, lo vivi insieme ai protagonisti, perché l’hai maturato pian piano insieme a loro. E anche qui, il coraggio alla regia: nessuna paura a far fuori un comprimario che durava da ben tre film, e che hai appositamente reso più umano e simpatico disseminando la storia di dettagli volti ad accrescere l’empatia dello spettatore nei suoi confronti. Diabolico Whedon.

Orgasmo.

Il gruppo di supereroi dei Vendicatori ne ha passate parecchie nella sua storia fumettistica. Assemblati, divisi, in guerra fra loro, smembrati, moltiplicati e poi riassemblati in gruppi diversi. Con le dovute proporzioni, il film ci fa passare un po’ tutte le fasi, sfruttando l’ovvio talento del dio asgardiano dell’inganno e della discordia per far sì che i nostri eroi non abbiano vita facile a sopportarsi e che ogni passo in avanti verso l’unione debbano conquistarselo. Ma quando succede, non è spoiler perché tanto suvvia lo sapete anche voi che succede, è l’estasi suprema. Il primo coordinamento di Capitan America è memorabile, così come la sua ultima direttiva indirizzata a Hulk. E vederli combattere insieme, coordinati e secondo le proprie abilità, è spettacolare. Bisogna saperli fotografare, degli arnesi così, chi vola chi salta chi sprinta chi spacca, e anche in questo il film ci soddisfa senza fallo. L’epilogo della battaglia è quasi meno intenso di quei momenti di azione di gruppo.

Come un sol uomo!

Mi sono accorto che non ho nominato gli effetti speciali. E’ perché, in effetti, ci sono ma non distolgono dal film: sono giusti. Se vogliamo eccettuare la stupefacente ascesa dell’Helicarrier, da togliere il respiro per imponenza e spettacolarità. Non puoi fare un film così senza effetti megagalattici, è evidente. Quando Hulk carica e salta da un palazzo all’altro spaccando alieni cattivi, me lo devi far vedere per bene. Quando Thor sale in cielo appresso al suo Mjolnir e comincia a sparare fulmini su New York, non possono sussistere compromessi grafici. Ma non devo fermarmi a dire “però, che bell’effetto” perché altrimenti mi hai fatto uscire dall’illusione. E abbiamo perso entrambi, tu che l’hai fatto e io che lo guardo. In The Avengers questo non succede: anche qui, i VFX sono al servizio dell’insieme e contribuiscono alla piena riuscita del film senza rubare la scena.

E poi, per chi ha la pazienza di aspettare la fine dei titoli di coda. Supermegachicca.

[WARNING: SPOILER ZONE]

Insomma, venti secondi per rivelarci chi è il super-super-cattivo dietro al malvagio disegno di Loki. Qualcuno che gli appassionati hanno riconosciuto dal fuggevolissimo ghigno, altri magari l’hanno capito dopo. Uno che ha distrutto più volte l’Universo Marvel, che ha sbaragliato i Vendicatori al completo, che se la fa con la Morte (quando costei si degna di seguirlo) e che come primo crimine ha ammazzato la mamma in tenera età. E che casualmente ha avuto un ruolo fondamentale nel salvare l’Universo dalla distruzione dell’Onda Annihilation. Ebbene sì, stiamo parlando proprio di Thanos di Titano. Da cui, il lascivo titolo del paragrafo di cui sopra.

[END SPOILER ZONE]

Chi fa la conta?

Buchi nel preservativo.

Seguono, in ordine sparso, le poche osservazioni non positive che sono riuscito a tirar su ripensandoci in un secondo momento e facendo un po’ il nerd fissato e incontentabile.

  • Hawkeye è un po’ troppo calmo e rilassato rispetto a come me lo ricordavo.
  • La colonna sonora di Alan Silvestri è piacevole ma non si fa ricordare. Avrà perso il tocco, dai tempi di Ritorno al futuro? Forse per i supereroi ci vuole per forza un Danny Elfman (ripescatevi il tema di Spiderman, ne vale la pena).
  • La mascherina di Cap nun ze pò guarda’. Era meglio la versione Ultimate del film a lui dedicato.
  • Maria Hill non è così gnocca nel fumetto.
  • Nessuno dice “Avengers ASSEMBLE!”. Ma confido nel prossimo. E penso anche che ci sia un motivo dietro, forse eccessivo realismo della serie “ci siamo appena conosciuti, chette voi assembla’?”. Does make sense.

Per finire

Insomma, un soggetto semplice semplice e zero originalità. Interpretazioni buone, nessun Oscar alla recitazione. Ma è il risultato d’insieme che davvero sorpassa i limiti e getta una baseline decisamente ostica da eguagliare per tutto ciò che verrà in futuro.

Comments
6 Responses to “The Avengers”
  1. Chiara ha detto:

    Concordo su tutto!! Ho adorato questo film, mi ha fatto emozionare, mi ha fatto morire dalle risate (Adoro Robert. Downey Jr!), insomma bello bello bello!
    Ps: leggo dappertutto che Firefly è meraviglioso.. lo consigli?? Non so di cosa parli, ma considera che Buffy (i’m sorry) non mi ha mai preso…

    • Ema ha detto:

      Firefly è un gioiellino. Non un capolavoro, anche perché per motivi di chiusura molte cose sono rimaste solo tratteggiate, ma sicuramente una serie molto ben fatta, leggera e anche divertente. NON, ripeto NON, da vedere in italiano. Le voci di un paio di personaggi fanno cadere le palle.
      Il genere è… chiamalo western spaziale, se vuoi 🙂 o epopea di frontiera in ambiente futuristico. Narra dei viaggi di una piccola astronave di contrabbandieri che cercano di sbarcare il lunario, ospitando passeggeri piuttosto eterogenei. Non so se può piacerti.
      PS Ma c’è qualche essere umano che non adori Robert Downey jr?

      • Chiara ha detto:

        Ahahhah è un grande Robert!!
        Okay, grazie per il suggerimento.. non saprei sinceramente, sicuramente la seguirei in lingua originale, oramai sono votata all’originale.. 😉 sto aspettando anche Fringe!!

  2. Francesco Roghi ha detto:

    Maria Hill si che è gnocca. Bisogna vedere chi la disegna 😀

    • Ema ha detto:

      beh però dai, non è quella l’idea che vogliono comunicare. Possono disegnarla più o meno sexy, ma comunque Maria Hill è fredda & cazzuta per antonomasia, più che gnocca. (Poi per carità in Dark Reign avrà anche lei la sua evoluzione ma la base rimane quella). Cobie Smulders è troppo cerbiattona 🙂

  3. Alessia ha detto:

    Poterimegabalzanti tjjjjjgi jjjhhhhh fiuuuuuuu sdeaaaandt tjjjjjgi jjjhhhhh
    THOR del regno di Asgard …… sdeaaaandt tjjjjjgi jjjhhhhh…. fiuuuuuuu
    Loki egregio malvagio sdeaaaandt tjjjjjgi jjjhhhhh
    Finally abbiamo un Hulk …. !!! e concordo nel dire “visto per bene …” ed ancora ultrallegramente con te nella gioia di ammirarli in “come un sol uomo” …..

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