Frak! Ho finito BSG…


Ebbene sì, frak, ho finalmente finito di vedere l’ultima stagione di Battlestar Galactica. E mo’? Indeciso se dare una chance allo spin-off Caprica, andrò a procurarmi Battlestar Galactica: Razor, film-tv situato tra due episodi della seconda stagione di cui non conoscevo l’esistenza.

MA qual è il punto di questo topic? E’ che sono molto contento perché il finale mi è piaciuto. Ne avevo sentito dire peste e corna, e in effetti portare a termine una serie come questa, 4 stagioni e tanti misteri rimasti insoluti fin dalla prima, non è cosa facile. Perché a volte si chiude perché si deve chiudere, e il finale viene imbastito alla bell’e meglio. In questo caso direi che tutto si compie e tutto si spiega. Lascerò gli spoiler in bella evidenza più avanti.

Riassuntino spoiler-free per chi non ne sa niente

Ordunque, di che si tratta. Nel mondo di BSG gli umani sono organizzati in 12 colonie planetarie, una per ogni segno dello zodiaco, e l’unica (o quasi) religione diffusa è quella degli Dei di Kobol, che sembrerebbero presi pari pari dalla mitologia greca. La civiltà è simile alla nostra, leggermente futuristica su alcune cose e addirittura arretrata su altre (il design dei telefoni!). La differenza principale è che il viaggio spaziale è una realtà (le colonie furono fondate dopo aver lasciato il pianeta di origine, Kobol) così come è realtà una razza di macchine senzienti, i Cyloni, che tempo addietro furono protagonisti di una sanguinosa guerra contro i loro stessi creatori, terminata poi con un armistizio. La serie inizia con la fine dell’armistizio: i Cyloni distruggono le 12 colonie dopo aver reso inutilizzabile gran parte della moderna tecnologia di difesa degli umani. Le sole navi utilizzabili sono le meno aggiornate, rimaste sganciate dal network: il Galactica, vecchia gloria del passato in via di disarmo, prende la guida dei pochissimi sopravvissuti e comincia una disperata fuga assieme alle astronavi civili che hanno evacuato i resti dei 12 pianeti. La carica di Presidente rimane a Laura Roslin, precedentemente segretario all’Istruzione, per sopravvenuto decesso di tutti i superiori. Il comando militare è invece di Bill Adamo, anziano comandante del Galactica. La situazione peggiora quando si scopre che i “capi” dei Cyloni sono di carne ed ossa, indistinguibili dagli esseri umani se non tramite un lunghissimo esame del sangue. E forse si mistificano proprio tra i 40/50.000 sopravvissuti della razza umana.

Perché l’ho amato, spoiler-free

I motivi sono tanti. BSG è un dramma di portata ampissima, tocca tematiche di vario tipo e lo fa sempre con grande realismo. Inoltre è stato uno dei pochissimi serial di fantascienza ad appassionare anche la mia dolce metà e vi assicuro che è una bella cosa.

La Vecchia Signora

Per cominciare l’ambientazione: la commistione di elementi retrò e ipertecnologici, di oggetti uguali ai nostri ma con nomi diversi (il dradis  anziché il radar, o anche semplicemente imprecare con frak anziché fuck), di elementi di paganesimo, con tanto di miti, leggende, oracoli e templi sperduti alla Indiana Jones. Le astronavi di BSG sono scomode e sporche: niente di più distante dagli ambienti asettici e puliti di (per dire) Star Trek. I reparti del Galactica chiamano il centro di controllo all’interfono, le rotte vengono disegnate su carta, le armi definitive sono testate nucleari. I politici vestono in giacca e cravatta, i militari in divisa. Tutto molto vicino, tutto molto tangibile e comprensibile. I critici-a-tutti-i-costi potrebbero parlare di incongruenze, ma sono incongruenze volute. E soprattutto: queste sono le 12 colonie di Kobol, non è la nostra civiltà. Hanno preferito robot e astronavi ai cellulari. Embe’?

I personaggi e le relazioni tra loro. E’ qui che forse BSG raggiunge il massimo, disegnando indimenticabili caratteri a tutto tondo. E lo fa talmente bene che quando un personaggio agisce in un certo modo, magari un po’ fuori dagli schemi, ti fermi un attimo a riflettere e poi ti dici: Sì, ci può stare, Scorpion lo farebbe. Perché ti sembra di conoscerli bene come se fossero tuoi amici – o nemici. Li vedi evolvere, o devolvere, in maniera assolutamente naturale. E la volta che qualcosa stona, sai che c’è un motivo. Adamo, Apollo, Scorpion (Starbuck in originale), Caprica 6, il colonnello Tigh, la Roslin, il capo Tyrol, Helo. Baltar, con la sua eterna ricerca di giustificazioni che possano sollevarlo dai suoi gargantueschi sensi di colpa, salvo esimersi ogni volta che si tratterebbe di sacrificarsi. PICCOLO SPOILER QUI persino Sharon Valerii, nelle sue varie versioni (Boomer, Athena, etc) ognuna tanto ben caratterizzata da sapere chi ti trovi davanti in quel momento anche solo dallo sguardo. Se la cava a dovere l’interprete Grace Park, così come straordinari sono i vari Olmos, Katee Sackhoff (ah, Kara mia! :)), Tricia Helfer (anche lei in varie versioni: da femme fatale a schiava disperata a leader insicuro).

Il sociale. Cosa potrà mai succedere a 40.000 esemplari di umanità varia, proveniente da 12 colonie diverse ciascuna con una propria cultura e retaggi campanilistici?  Cosa succede ad un popolo per forza di cose trainato dalla propria componente militare? Cosa succede se un ex-terrorista viene eletto vice-Presidente e uno scienziato codardo e traditore, per giunta in deriva mistica, assurge alla massima carica politica? Che succede, tra le altre cose, quando dopo anni di fuga ci si accorge che il nemico è in mezzo a noi ma viene in pace, certo, dopo aver quasi debellato la razza umana? E i tuoi capi, quelli di cui ti fidavi, sono i primi ad accettare il compromesso? Questo e molto altro, su Battlestar Galactica.

La colonna sonora. Straordinario pilastro dell’intera serie, vincitrice di svariati premi, la musica di Bear McCreary è un gioiello per originalità e suggestione. Dalla classicissima Passacaglia al dinamico e incalzante Black Market, passando per l’epico Prelude to War: assolutamente un must per chi ama la buona musica da film. Consiglio anche The Shape of Things to Come e Kara Remembers, ascoltatele perché ne vale la pena.

Che donna...

Il finale mistico. SUPER SPOILER.

Non leggete se pensate di potervi imbarcare in futuro nell’impresa della visione.

E allora. La componente mistica attraversa tutte e quattro le stagioni, ma in questo finale si manifesta reale e concreta come non mai. Perché nell’ultimo episodio scopriamo che Kara Thrace, sì, era proprio morta esplodendo in volo nel suo Viper ed è tornata in forma di ignaro angelo custode della razza umana, con tanto di Viper angelico. E dopo aver svolto il suo compito e aver capito tutto, scompare. Scopriamo che gli eventi di BSG si svolgono 150.000 anni prima del nostro presente, e che il pianeta distrutto che i nostri eroi chiamavano Terra non era la nostra, Terra. La quale è invece, dalla inequivocabile disposizione dei continenti, il pianeta verde-azzurro sul quale tutto finisce e tutto comincia: sopravvissuti umani e cyloni, ormai indistinguibili, rinunciano a tutta la tecnologia che hanno e decidono di ricominciare da capo assieme agli indigeni locali. Nelle nostre leggende si parlerà del primo uomo come di un tale Adamo, guarda un po’. E scopriamo, dulcis in fundo, che Dio son tre volte che prova a dare origine ad una civiltà che non si autodistrugga, ma finora gli è andata sempre buca: speriamo in questa ultima, dice Lui stesso alla sua compagna contemplando il nostro presente (un riferimento allo Smithsonian Institute ci conferma che sì, siamo proprio noi stavolta). Perché Dio ha una compagna, e insieme hanno creato l’uomo e il cylone a loro immagine, ma in particolare… Dio ha creato a sua precisa immagine il personaggio più controverso di tutta la serie: il dottor Gaius Baltar. Tanti aggettivi per lui, pochi positivi: vile, egoista, egocentrico, vendicativo, geniale, infantile, bugiardo, lussurioso, carismatico. Tutti lo odiano, spesso con ragione. Questo pessimo candidato della razza umana è stato scelto come Messia. Dà da pensare, molto. Più volte nell’arco della storia sembra cambiare, redimersi, imparare dai propri errori: più volte si viene smentiti, quando il “vecchio” Baltar torna a far capolino. Finché non compirà il primo vero gesto altruista della sua vita, portando così a completamento il disegno di Dio.

L’odio razziale, che è il motore primo e lo scopo ultimo di tutte le azioni rilevanti dei personaggi di BSG, si riassorbe alla fine allorquando non solo umani e cyloni condividono lo stesso destino, ma accettano il fatto che (una volta rimossa la capacità di download e resurrezione delle macchine) non c’è proprio nulla che li distingua. Sono fatti di carne, pensano, provano emozioni, vogliono sopravvivere. Definizioni applicabili a entrambe le razze.

Note di colore

Tra le tante cose che mi hanno fatto amare la serie ve ne sono alcune che farebbero andare in brodo di giuggiole qualunque bravo nerd che si rispetti. Il comandante Adamo, al secolo Edward James Olmos, ebbe una parte secondaria in Blade Runner (1982): interpretava il viscido agente Gaff, una delle figure più antipatiche della storia del cinema. In BSG, un quarto di secolo dopo Blade Runner, le “macchine pensanti” vengono di nuovo definite “lavori in pelle”. E tutto ciò è meraviglioso.

Conclusione

D’accordo, ci sarebbe Caprica, ma non mi attira granché. Spero vivamente in Blood & Chrome, anche se a quanto pare non verrà coinvolto l’autore originale della serie Ronald D. Moore. Staremo a vedere. Per ora sono orfano di quello che ritengo forse il miglior sci-fi drama di sempre.

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Comments
4 Responses to “Frak! Ho finito BSG…”
  1. Alessia ha detto:

    “….Signore, la porta di servizio è aperta…”

    YEEEEEEEEEEH ….
    visto solo un episodio della stagione1, per il momento, però mi è sembrato ok …. solo un piccolo dubbio in finale : “perchè prima del boato di esultanza vittoriosa, in sala macchine i comandanti non vedonononsentonononparlano insomma fino pochi secondi prima dominano i mondi con le loro connessioni visive e sul più bello diventano di pietra…. 🙂 …. dovrebbero saperlo ormai 😉 …..

    • Ema ha detto:

      mi sfugge l’episodio… se mi dai qualche indizio in più magari 🙂

      • Alessia ha detto:

        episodio 10, e non ti abituare eh :)) ahahaha
        ma il titolo non lo ricordo (ops) …. … dai grandioso …… la porta di servizio …..
        Però sei ultra perdonato lo stesso: se non ti sovviene subito subito sarà forse perchè hai la testa piena di note gloriose di VITTORIA ???? 🙂 Bravo Ema Primo Posto …… 🙂

  2. Chiara ha detto:

    Sai che ho provato a vedere Battlestar Galactica? Ma proprio non ce l’ho fatta.. sarà che ho iniziato a vederlo quando era già iniziato da un po’ e non ci capivo un’acca, ma comunque non mi ispirava più di tanto!!

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