L’ultimo giorno della Cittadella


Eh sì, il Pigro è diventato davvero pigro ultimamente. E quindi temporeggio ancora, e nel frattempo faccio un po’ di meritatissima pubblicità (che con le mie 10 visite giornaliere sarà fondamentale).

Per non far scappare i 10 malcapitati vengo subito al dunque: Guardians: the last day of the Citadel è un gioco per iPad/iPod/iPhone e (prossimamente) Android, genere action/adventure, setting fantasy originale, data di lancio molto vicina (entro l’estate). Grafica spettacolare. Storia coinvolgente ed emozionante. Interfaccia “striscia e tocca”, come usa di questi tempi. Protagonista gnocca (toh!).

La protagonista gnocca.

Sviluppato dal team tutto italiano DrakkarDEV, alla sua prima fatica, e distribuito da A-Tono.

Eccovi il succosissimo teaser e, se ancora non siete convinti, trovate uno slideshow in fondo al post.

Ora la parte noiosa e romantica, quella delle rimembranze, del perché vi parlo di Guardians oggi, insomma tutto il valore aggiunto di questo entusiasmante banner pubblicitario.

C’era una volta un gioco in Rete. E a questo gioco giocavano bimbi e meno bimbi, e io ero tra i meno bimbi, ed ero in ottima compagnia. Era un gioco di ruolo, di quelli veri, e le storie dei nostri personaggi si intrecciavano giorno dopo giorno. Morti, nascite, matrimoni, duelli, tragedie, vittorie, tradimenti, guerre, gloria. Il mio alter-ego visse più di cinque anni di vita reale e circa duecento di vita virtuale. E ancora sta lì, probabilmente, a fare pensieri filosofici assisa nell’erba e occasionalmente a mazzolare orchi.

Quel gioco si chiamava Guardiani, guarda un po’.

Finché il tempo di quel gioco finì: chi lo gestiva si rese conto che non riusciva più a seguirlo come avrebbe voluto, e si dedicò ad altro. Tipo la sua vita 🙂 e il suo lavoro ovviamente: dopo varie vicissitudini fondò una piccola casa indipendente di software, assieme ad uno dei suoi ex-master, e si mise a lavorare su qualcosa di innovativo.

Dati i presupposti di cui sopra, immaginatevi la mia salivazione quando mi accennò che stava pensando di riutilizzare in parte personaggi e storie del Guardiani originale. E il laghetto di bava sotto la mia scrivania si allargava sempre più man mano che il crudele mi somministrava, un pezzettino per volta, concept art e screenshots.

Quello che c’è in Guardians è ovviamente tutt’altra cosa. L’ambientazione è originale, la “fauna” pure e il tipo di gioco non ha nulla da spartire con il GDR. Però la protagonista (gnocca) la conosco: ancora me la ricordo, la giovane Loreena, che allenava i cadetti vicino all’arena della Cittadella. E la storia? Beh, deriva da un momento particolare della storia del server gdr di cui vi parlavo. Un evento epocale e drammatico: la Cittadella sotto assedio da parte di un’alleanza trasversale di umani e mostri. Molti valorosi caddero, al tempo. Amici, anche. Meglio non rivangare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo la pausa nostalgica, il punto è che so come lavora Spit (ai tempi si faceva chiamare Lord Spitfire, dal personaggio del romanzo di Eddison) essendo stato anche un suo master. E’ pignolo al limite dell’impossibile, perfezionista, ed è anche un gran cagacazzi. (Spesso le tre cose vengono insieme). Quindi so che il prodotto non avrà sbavature di alcun tipo. Il resto è quello che potete vedere anche voi: gli screen e i video sono tutti di gameplay, senza trucco senza inganno. Sul mercato attuale non c’è molto di questo livello, basta guardarsi in giro. Se vi piace il genere, give it a try…

In tutto ciò, ovviamente, compratelo anche solo per il fatto che negli special thanks del gioco ci trovate anche il Vostro affezionatissimo! Certo, io avevo chiesto una statua a mia immagine nella zona delle cripte, ma mi sono dovuto accontentare. Pace…

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Comments
4 Responses to “L’ultimo giorno della Cittadella”
  1. Ema ha detto:

    Eheh grazie.
    Vediamo se la fase di pigrizia acuta riesce a passare anche grazie all’input delle scimmiette che qualcuno mi ha diligentemente sottoposto 😉

  2. Luna ha detto:

    Ohohohohohohohohohohohohohohoh!!!!!!!!! 🙂
    Mi piace questa storia… se avessi un iPad/iPod/iPhone lo comprerei solo per poter dire: “Ehi io conosco il tipo citato negli special thanks ;-)!!!”
    Comunque, scherzi a parte, è incredibile come qualsiasi cosa possa evolvere e portare dei frutti…a volte basta crederci…e naturalmente avere talento!
    Baci al pigro autore di questo blog, in attesa che gli passi la fase di pigrizia acuta!

  3. Chiara ha detto:

    Wowwwww sei citato negli special thanks! Complimenti carissimo!!!!!!!

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