Doctor Who 2011: si inizia col botto


[Da dopo la scritta rossa, SPOILERSSSS sulle prime due puntate della stagione VI]

Ero tra gli scettici, prima durante e dopo tutta season V. Per Matt Smith, che non mi convinceva appieno, e diciamocelo: pure per Moffat, al quale nonostante riconoscessi la paternità degli episodi più belli delle stagioni precedenti, non riuscivo ancora a dare totalmente fiducia (chi ha parlato di paradossi e Deus-Ex-Machina?).

Mi sono ricreduto.

Dapprima su Smith, di cui avevo parlato malino già in precedenza su questo blog: il suo Dottore è ridicolo, comico, stralunato, brutto, imbranato, permaloso. Ma anche: romantico, sognatore, geniale, terribile, vendicativo. Cioè: perfetto. E poi, come attore è davvero bravo. (A un terzo di primo episodio: ma quanto disprezzo/sarcasmo riesce a mettere in quel “Seriously?” sussurrato a River?) E allora gli perdoniamo pure il fatto che quando viene baciato agiti le mani esattamente come un impacciatissimo Woody Allen in Provaci ancora, Sam, tra le braccia di Diane Keaton.

Poi su Moffat. Intanto, da incorniciare la campagna promozionale su questo inizio di sesta serie: sarà perché è stata rilanciata negli USA, ma meglio di così non potevano proprio fare. Hanno detto di tutto, mostrato trailer su trailer, clip su clip, sfiorato spoiler di prima grandezza, offerto su un piatto d’argento la rivelazione più grossa… e hanno ottenuto esattamente il risultato voluto: aspettative stellari, senza che nessuno ci capisse un accidente.

E passiamo a dare un’occhiata alla geniale season première. Da qui in poi, chi non ha visto e vuole vedere si astenga perché farò spoiler ogni tre parole.

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Dunque, detta in breve. Nel primo doppio episodio scopriamo che, nell’ordine, il Dottore morirà nel 2011 a 1100 e passa anni colpito da un “astronauta” in un laghetto dello Utah, dopo aver convocato tutti i suoi companions nonché… sé stesso, di duecento anni più giovane, nello stesso luogo o giù di lì. Attenzione: muore davvero, nel senso che mentre rigenera riceve un ultimo colpo, fatale, che interrompe il processo. E il corpo viene bruciato e abbandonato in mare dai suoi amici. River, Amy e Rory si troveranno quindi con un gigantesco segreto da mantenere nei confronti del Doctor più “vicino” a loro, che ovviamente naserà il tutto e dopo un drammatico confronto – per la prima volta la fiducia del gruppo messa alla prova! – sceglierà di fidarsi di Amy a occhi chiusi.

Creeeepy...

Scopriamo anche che la Terra è invasa dai tempi “del fuoco e della ruota” da un popolo alieno che si auto-definisce il SSSSSSSilenzzzzzz, Doctor. Gli appartenenti alla specie, oltre a indossare un completo impeccabile da Blues Brothers e sfoggiare un testone bianchiccio alla X-Files dei tempi buoni, hanno questa sinistra prerogativa: non appena smetti di guardarli, te li dimentichi. E quello che ti dicono ti rimane in testa come una sorta di suggestione post-ipnotica. Sempre che non decidano di vaporizzarti (come capita alla malcapitata Joy nei cessi della Casa Bianca). E anche solo qui, immenso Moffat: devi avere qualche decimo di divino nelle celluline grigie per tirar fuori idee simili. Parallelo con gli Angeli Piangenti? Ma sì: quelli devi guardarli affinché non si muovano, questi devi guardarli anche solo per sapere che ci sono. E’ l’inquietante relazione tra il terrore e come lo percepisci o – brrr – come non lo percepisci. Devo raccontarvi l’effetto da batticuore degli ingegnosi espedienti escogitati dai nostri per appuntarsi che è accaduto qualcosa? Fa molto Memento: se lo segnano addosso con la penna, come il punteggio di una partita – tre tacche verticali e una obliqua a chiuderle. E mentre nel primo episodio seguiamo da spettatori onniscienti tutto ciò che accade ai personaggi, nel secondo rimaniamo incollati al POV di ciascuno di loro. Un istante prima non hanno segni, e quello successivo ne sono ricoperti su ogni centimetro di pelle. E’ successo, ma non lo ricordano – e noi, nemmeno. Cribbio.

Ecco perché Silence: niente bocca!

Silence will fall, si diceva a più riprese durante season V. E pareva pure che sarebbe stato il tema di questa sesta stagione. Per ora sembrerebbe finita qui, staremo a vedere il prosieguo. Anche perché Moffat non si è limitato a raccogliere la semina, tutt’altro: ha raccolto, riseminato, arato, potato, acconciato e direi anche frullato indizi vecchi e nuovi, aprendo le teste dei suoi stupefatti spettatori a scenari impossibili. Il Tardis mancato di The Lodger? C’è. Come esattamente sia collegato col presente? E chi lo sa, a parte che sembra possa essere parte di un’astronave del Silenzio. Se non fosse che, poi, c’è l’astronauta.

Che si rivela essere una tuta spaziale dell’Apollo 11, fresca fresca dal luglio ’69 negli USA. Solo che, dentro, ci dice River, c’è un mix di 20 tipi di tecnologie aliene diverse: supporto vitale, armamenti, tutto. E ancora più dentro?

Una bimba. Che telefona al presidente Nixon per chiedere aiuto, ogni giorno, grazie ai sistemi della tuta. (Sì). Chi è? Che ci fa lì dentro? Cosa vogliono farci i Silenti? E chi lo sa… anche perché i Silenti dovrebbero essere stati sconfitti alla fine del secondo episodio, e quindi? Sarà proprio lei a uccidere il Dottore, più avanti?

"The spaceman wants to eat me!"

Mistero collegato: Amy. I Silenti ci dicono, verso la fine del doppio episodio, che sarà proprio lei a portare il Silenzio sulla Terra. E che il suo ruolo, tra l’altro, è già finito. Poco prima avevamo scoperto che esiste una foto in cui Amy e la bambina sono ritratte insieme, come se lei fosse sua madre. (La cosa bella di un serial che non ha alcun rispetto, by definition, per la sequenza temporale, è che non c’è limite a quello che ti puoi inventare con un numero finito di personaggi e situazioni). Altro flash: Amy vede per un attimo, da una finestrella nella porta che poco dopo scompare (!), una tizia con benda metallica sull’occhio che la esamina e comunica a qualcuno fuori campo che “sta sognando”. Uhm. A fine primo episodio, Amy stessa confessa al Dottore di essere incinta, ma poi se lo rimangia alla fine del secondo: mi sono sbagliata. Peccato che un veloce scan del Tardis, effettuato in gran segreto dal Dottore, rivela che la nostra rossa preferita è un po’ incinta e un po’ no, tipo la barzelletta dei carabinieri e del tergicristallo: come se la cosa non fosse del tutto definita, o magari su una linea temporale lo è mentre su un altra no (?!).

E River? Sempre più intrigante nel suo rapporto col Dottore, sempre più esagerata e pirotecnica come personaggio (scopriamo che Calamity Jane con la pistola le fa una sega, per dirla con eleganza) e sempre più bisognosa di empatia: la sua sequenza temporale scorre al contrario rispetto a quella del Dottore, ogni volta che si vedono lui ne sa un po’ di più e lei un po’ di meno. E qualcosa, in fin di episodio, non le torna: il bacio appassionato che si scambia con Eleven non dovrebbe affatto essere il primo, stando ai suoi ricordi, mentre per lui lo è. Chi cavolo è ‘sta donna che guida il Tardis meglio del legittimo proprietario? Perché passa la vita in prigione? Qual è il good man che ha ammazzato? (Sì? Prego? Chi ha detto che River è la bimba in tuta spaziale? E a chi sparava, ‘sta bimba?)

A proposito: nell’ultimo minuto andiamo a trovare la bimba di cui sopra tre mesi dopo gli avvenimenti dell’episodio, che vaga infreddolita in mezzo ai barboni. E muore, dal freddo e dagli stenti.

E rigenera. BUM!

(Ed è grazie a queste cose che ancora venero Moffat, pur odiandolo per aver condotto la serie sui suoi binari esclusivi ignorando/ripudiando quanto sviluppato dal 2005 al 2009 da Russell T Davies, che alla fin fine è ciò che mi/ci ha fatto appassionare al “nuovo” Dottore. I riferimenti al passato riguardano esclusivamente le sue storie ed i suoi personaggi, e tutto il resto potrebbe non essere esistito. Ecco, avrei preferito maggiore continuità, anche solo al livello di consapevolezza. Riferimenti, parole, ricordi. Pace).

Ricapitolando! La trama per ora ci suggerisce che Amy sia stata (quasi) ingravidata dal Silenzio con seme di Timelord, e abbia in un punto imprecisato del Tempo dato origine ad una bimba che un giorno ucciderà il Dottore, cioè suo padre, visto che è l’ultimo Timelord rimasto in vita e gli altri sono sigillati nella Time War. (Il Master potrebbe essere ancora in circolazione ma non l’ha inventato Moffy quindi dubito che lo rivedremo). La donna con la benda si comporta come una sorta di ostetrica che segue amorevolmente la gravidanza da “finestre” nel tempo e nello spazio (ma guarda un po’). A cosa ci serve questa bimba, a parte uccidere l’ultimo Timelord? A controllare un Tardis, per esempio, come abbiamo già provato a fare nell’episodio 5×11, ammesso che ci fosse qualche collegamento con la nave del Silenzio? E la tuta spaziale? E perché Amy? E quando mai sono riusciti/riusciranno a ottenere spermini di Doctor?

Questo ci vogliono far credere, per ora. Anche se fosse vero, mi pare abbastanza. E breve è la strada per il finale di mezza stagione, dal titolo evocativo e profetico a un tempo: A Good Man goes to war.

(Lo stesso good man ucciso da River? E se fosse… BASTAAAAA!!)

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Comments
7 Responses to “Doctor Who 2011: si inizia col botto”
  1. io ha detto:

    giovedì ho visto a good man etcetera e let’s kill hitler.

    due episodi stupendi.

    per me the day of the moon e the impossible astronaut meriterebbero dei premi(tipo saturn awards o cose simili!)!

    • Ema ha detto:

      concordo. E comunque i primi due in italiano perdono molto, se non altro perché hanno abbassato di molto la colonna sonora. Good man e Let’s kill hitler non li ho ancora visti in italiano, speriamo bene.

  2. imp.bianco ha detto:

    Devo dire che concordo con te… in tutto il post. E’ stata davvero una bella partenza e ha lasciato tante cose interessanti in sospeso. Io, personalmente, sono assai curioso di vedere l’episodio scritto da Gaiman. 😀

    X-Bye

    • Ema ha detto:

      e io no? è una delle tre persone che seguo su twitter (gli altri due sono Moffat e Dimitri 🙂 ) e lo adoro dai tempi di Sandman…
      “Fear me. I’ve killed hundreds of Timelords”
      “Fear ME. I’ve killed all of them”.
      Patapùnfete.

  3. Chiara ha detto:

    Mamma mia ragazzi c’è da uscire pazzi con questa nuova stagione!!!!!!!!!!!!! @_@
    Sono d’accordo con te su quasi tutta la linea… anch’io come te, sono stata scettica per tutta la V stagione riguardo Matt Smith e Moffat… Smith mi piace un pochino di più, ma quelle manine gliele taglierei ancora volentieri! 😉
    Su Moffat così così.. per carità, è un genio, ma certe volte mi fa andare fuori di testa quando gioca troppo con la linea temporale e spesso mi sembra di trovarmi in un qualche episodio di X-FILES! E poi sì, non c’è stato e probabilmente mai ci sarà un qualunque riferimento alle stagioni passate e secondo me qui il Moff sbaglia!!!
    Comunque: questa VI stagione è iniziata veramente con il botto.. i primi 2 episodi sono stati tachicardici!!!!!!!
    E River!! All’inizio, in “Silcence in the Library” l’ho odiata… beh non potete darmene torto… stava tornando Rose, non potevo sopportare questa tizia che sembrava avere un rapporto speciale col Doctor!!! Ma adesso mi piace veramente tanto, quando c’è lei diventa tutto ancora più folle – se mai fosse possibile!!!
    E la bimba che si rigenera???? Secondo me ne vedremo delle belle!!!!!!!!!!!!

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  1. […] già scritto in precedenza, l’inizio era stato spettacolare. Azione, tensione, colpi di scena, intreccio avvincente, […]



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