Per bimbi o per deficienti?


Continuo a tenermi alla larga dalla narrativa per togliermi un sassolino che, in tre anni di vita da padre, è diventato un sassolone bitorzoluto e fastidiosissimo nell’ideale scarpa del mio cervellino.

Parliamo di libri per bambini. Da 0 a 3, ma anche fino a 5-6 (oltre per ora non guardo). Ne ho comprati a bizzeffe, altrettanti ce li hanno regalati, altri ne sfoglio continuamente nelle librerie. L’idea generale che mi sono fatto è la seguente.

Un libro per bambini può essere:

  • sgrammaticato;
  • disegnato male;
  • scritto da cani;
  • con rime che non sono rime;
  • and so on.
Perché, che diamine, dopotutto è un libro per bambini, noo? Non c’è bisogno che sia, in un’espressione sola, fatto bene.
Ecco, a me questa cosa dà il voltastomaco. Se i fruitori sono – per forza di cose – poco esigenti, perché dar loro un buon prodotto?
E per un genitore è difficile trovare qualcosa di buono. Anche perché i prezzi, nei rari casi, salgono in maniera esponenziale, manco ci si trovasse di fronte alla prima edizione di Moby Dick autografata dall’autore. Quindi uno si accontenta – oppure non lo nota proprio, oppure lo nota e se ne infischia, tanto sono bambini.
E’ che una volta si andava un po’ più sul sicuro. Quando leggevi “Fiabe di Grimm” erano proprio quelle scritte dai Grimm, come da Perrault, come da H.C. Andersen. Al limite un po’ tagliuzzate per ridurne la lunghezza, ma comunque ragionando sull’originale. Adesso compri un librettino che dovrebbe contenere storie di La Fontaine, e ne trovi una versione alla come mi ricordo o peggio come mi ha detto uno che si ricorda. Scritte da cani, con tutti gli stò e stà e quì del caso. (Che ormai nemmeno più i correttori ortografici ti segnano: è tempo sprecato, in pochi capirebbero). Le morali di Esopo rielaborate a caso. Illustrazioni copia-e-incollate da altri libri, quando non penosamente integrate con tratto chiaramente non professionale.
Insomma c’è un sottomercato del libro per bambini che si avvale di manodopera scarsissima per produrre robaccia a bassa qualità, fidando nella poca accessibilità economica dei prodotti decenti. E a me girano. Perché mia figlia non si merita questo, e perché mi sono rotto di modificare a braccio le frasi mentre le leggo. O di doverle spiegare perché ci smadonno sopra (“Ma chi la scrive ‘sta roba?” “Ma che è una rima, questa?” “Ma andate a zappare la terra!”).
Annunci
Comments
5 Responses to “Per bimbi o per deficienti?”
  1. πάρδαλις ha detto:

    I miei genitori, quando ancora non ero in grado di leggere da sola, non mi hanno mai letto favole. Non ho quindi a disposizione ricordi riconducibili alla possibile presenza di frasi insensate o a disegni preferibilmente da non guardare! Ho iniziato ad avere a che fare coi libri quando ho potuto cominciare a sceglierli personalmente e, fortunatamente, quelli che ho scelto mi sono piaciuti! Primo fra tutti Roald Dahl, con i suoi “Matilde”, “GGG” e “Le streghe”. Ricordo con piacere anche alcuni volumi della famosa collana “Il Battello a Vapore”, come ad esempio il fantastico “Inkiostrik”, e una favola giapponese intitolata “In una notte di temporale”. E poi, ovviamente, le favole classiche, che apprezzavo (e apprezzo) soprattutto per il sottile senso di disorientamento che leggerle mi regalava. Quindi posso dire di essere riuscita, in qualche modo, a risparmiarmi ciò che questo post critica. Convengo invece sul prezzo spesso elevato degli splendidi libri illustrati, ma ugualmente non posso esserne del tutto contraria, non riesco a non pensare al lavoro e alla maestria che nascondono e che, probabilmente, tutti quei soldi li valgono!

    • Ema ha detto:

      innanzitutto benvenuta!
      Non so di che generazione sei quindi non posso dirti se il “problema” che rilevo adesso ci fosse anche ai tempi in cui eri bambina, chi lo sa. Però fatti un giro nella sezione “giovanissimi” delle attuali librerie, e dai un’occhiata non tanto ai romanzi fatti e finiti quanto alle raccolte, alle riduzioni, ai compendi di fiabe. E’ soprattutto di questi, che sto parlando.
      Un romanzo ha un valore assoluto: per quanto possa essere povera la veste editoriale, lascerà sempre ciò che di buono (o meno buono) ha dentro. Quando comincia a esserci di mezzo il filtro del curatore, come nelle raccolte di fiabe, le cose cambiano.
      Di Dahl conosco solo La fabbrica di cioccolato, proverò anche i titoli che suggerisci 🙂 ultimamente, a proposito di riduzioni, ho potuto provare i classici “rivisitati” da Geronimo Stilton, in particolare “Il mago di Oz” e “Heidi”, e devo dire che mi hanno pienamente soddisfatto: ottima via di mezzo tra l’impegno di un romanzo completo e la semplicità di una storia illustrata.
      Del “Battello a vapore” ho sentito parlare ma non ho mai avuto modo di dare un’occhiata ravvicinata.

  2. Chiara ha detto:

    Devo dire che non ho molta esperienza di libri per bambini, non avendo ancora figli e solo una nipotina acquisita alla quale però, finora, abbiamo regalato solo giochi visto che genitori e parenti l’avevano già riempita di libri…
    So soltanto che anche molti libri “per adulti” sono scritti male, ma noi, che siamo già formati, possiamo farcene una ragione, e i bimbi però, come possono fare?
    Spero comunque di trasmettere la mia passione per i libri ai miei futuri figli, però a quanto pare, dovrò scegliere molto bene quali libri leggerò loro, visto quello che mi dite.. farò tesoro di questa vostra esperienza, al massimo, somministrerò loro direttamente “Delitto e castigo” !! 😉

  3. Carla ha detto:

    Carissimo, sono pienamente e completamente d’accordo con te! per questo motivo (e per l’avanzare di età del nano) sono scesa a compromessi con letture da più grandicelli, e per il resto mi viene ogni volta immensamente difficile scegliere un libro da regalare a bimbi di età non scolare perché sono brutti, sono scontati, sono tagliuzzati e sminuzzati nelle storie, perché hanno disegni obbrobriosi oppure quelli belli, fatti bene che ho scoperto delle case editrici veramente per bambini costano l’occhio della testa per poche paginette e storie che poi chissà se e quante volte i piccoli rileggeranno crescendo, anche se sono molto originali. Sarà colpa del fatto che certi autori sono usciti dalla censura dei diritti d’autore?!?!?!?!

Trackbacks
Check out what others are saying...
  1. […] per il secondo. Vorrei però soffermarmi su un tema in particolare che mi sta molto a cuore, come già vi appalesai in precedenza: come si scrive letteratura per […]



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: