L’undicesimo Dottore

Doctor Who

Non posso esimermi dal commentare la quinta stagione del “nuovo” Doctor Who, ossia quello moderno ripartito nel 2005 su BBC1 a opera del genio di Russell T. Davies.

Stagione per forza di cose molto particolare: nuovo interprete, dopo ben tre stagioni più 5 speciali di David Tennant, e nuovo autore (Steven Moffat) che comunque aveva già scritto una manciata di (notevoli) episodi delle stagioni precedenti. C’è anche una nuova compagna, ma considerato che il decimo Dottore da solo ne ha cambiate tre (detto così pare brutto, lo so) non era di certo una delle scelte più delicate.

Quindi: nuova faccia, nuova personalità, nuove storie, nuovo tema portante, nuova comprimaria. Cominciamo dalla

Faccia11esimo Dottore

Matt Smith è il classico mingherlino inglese fino al midollo. Quando lo vidi in un’intervista prima di calarsi nei panni del Dottore, lo definii persino belloccio. In realtà il suo personaggio è al limite del ridicolo, bonariamente parlando: camicia a quadri, completo marrone grezzo, farfallino. Tanti capelli acconciati con l’onda. Un’immagine decisamente più retrò di quella molto fashion del suo predecessore (gessato scuro, camicia, cravatta e impermeabile ma scarpe da tennis, oltre ai capelli sparati in aria). Giusto il distacco, ad ogni modo, e certamente poteva funzionare. Solo che dopo quattro anni di Tennant era chiaro che un mingherlino col papillon dovesse mostrare una personalità estremamente carismatica per far dimenticare ciò che veniva prima (tra l’altro Tennant stesso nel frattempo aveva ricevuto svariati premi e attestati di fama). In finale, comunque, la faccia poteva avere un suo perché. Smith inoltre possiede ottime doti di recitazione – anche se onestamente parla così veloce che senza sottotitoli non ci avrei capito davvero un’acca.

Nuova personalità

10mo DottoreQui è dove a mio avviso la serie non è stata all’altezza delle precedenti. Ogni incarnazione del Dottore è diversa dall’altra, non solo fisicamente. Questo undicesimo mi è apparso come uno sbruffoncello che gioca con la carta di credito del papà. Un continuo “io sono io, fermi tutti” per poi prendere cantonate severissime. D’accordo, c’è indubbiamente l’intento di renderlo più “fallibile”, o almeno spero che ci sia. Ma l’impressione è che questo Dottore si bei sugli allori dei precedenti senza nemmeno provare a convincerci un po’ con i suoi mezzi. Ed è con una certa, selvaggia soddisfazione a latere che ho assistito al finale dell’episodio XII, “Pandorica opens”, in cui…

SPOILER

…viene bellamente gabbato da una congrega formata dai suoi peggiori nemici di sempre, e rinchiuso in gabbia mentre starnazza come un’oca. Tutt’altro stile dalla dignitosa rabbia e impotenza con cui il decimo Dottore viene sconfitto dal Maestro alla fine della terza stagione.

Storie e tema portante

Moffat ha delle belle idee, e questo si era già visto nei suoi precedenti episodi. Qui la trama portante è estremamente complessa e accattivante, peccando forse di eccessiva “fiducia” nell’onnipotenza dei paradossi temporali (sfruttati in maniera invereconda nel pirotecnico finale). Doctor Who è sempre vissuto sul filo del paradosso, per carità, ma in alcuni casi qui si esagera. Sovrapposizioni del prima e del dopo, ricordi inventati, fallibilità degli stessi ricordi del Dottore che per sua natura di Time Lord dovrebbe essere al di fuori della cronologia degli eventi. Ma chiudendo un occhio l’intreccio è, ribadisco, intriso di trovate e genialità, e in piena linea con l’approccio delle stagioni precedenti dissemina indizi fin dalla prima puntata (frasi senza senso, dettagli casuali, giochi di parole) che magistralmente si ricompongono al termine. Le storie singole, in alcuni casi, riportano dettagli stonati (uno per tutti, gli angeli piangenti che da raffinate e originali creature maligne che erano si comportano come gli xenomorfi di Alien nel pur bellissimo e claustrofobico doppio episodio di cui sono protagonisti).

Amy Pond

In qualche modo tutte le compagne del Dottore nel corso degli anni (decenni!) si sono imposte per loro caratteriAmy Pondspecifici, con la costante di non essere mai propriamente dei sex symbol (fatta forse eccezione per Freema Agyeman/Martha Jones, che comunque ha sempre mantenuto un profilo molto basso pur nella propria notevole fisicità). Questa Amelia Pond non fa eccezione, anzi si distingue: diversamente da tutte le precedenti, possiede un pungente senso dell’umorismo e dimostra persino un approccio disinvolto alla sessualità – finalmente! Gustoso e insolito il siparietto in cui prima a parole e poi, esasperata, con i fatti, tenta di strappare al Dottore nientemeno che un addio al nubilato in forma di prestazione sessuale “senza impegno”. Per inciso, anche in questo frangente l’undicesimo Dottore si dimostra impacciato e impreparato, un po’ da macchietta liceale alle prime armi. Ometto un ulteriore ingombrante paragone con Tennant. Due parole di merito anche sugli altri due comprimari, Rory Williams (finalmente un “fidanzato” che si rispetti, che nasce come oggetto buffo da ridicolizzare per crescere fino a diventare convincente e decisivo nel finale di stagione) e River Song, futura moglie del Dottore già conosciuta nella serie precedente, interpretata da una poliedrica Alex Kingston.

Concludo

dicendo che non sono del tutto soddisfatto. Bene la trama, bene i comprimari, bene anche l’interpretazione di Smith, splendido come sempre il commento musicale di Murray Gold (anch’esso rinnovato) ma questo nuovo Dottore non mi convince. Sarò rimasto troppo aggrappato alle capienti gonne del predecessore? Sarà. Aspettiamo il Christmas Special e la nuova stagione (per la quale persino Neil Gaiman scriverà un episodio) e stiamo a vedere.

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Comments
16 Responses to “L’undicesimo Dottore”
  1. Dodina ha detto:

    Sul fatto di Smith nella quinta stagione non è stata un gran ché ma nella sesta è stata fantastica., Il dottore 11 non è ridicolo è solo un po matto, l’aspetto non è granché rispetto al suo aspetto fuori dal set, non è imbranato è un po insicuro, permaloso non credo proprio, lui è fantastico!

    • Ema ha detto:

      guarda, su Smith ho decisamente aggiustato il tiro, come ribadisco anche qui qualche articolo più avanti. Queste erano le impressioni dopo la V stagione. E comunque, benvenuta!

  2. Chiara ha detto:

    Ciao!! Ho scoperto or ora il tuo blog tramite http://www.doctor-who.it/
    Interessante!!!!!!
    Avendo creato il panico nel forum del suddetto sito con i miei commenti non troppo positivi su questa quinta stagione ma pur sempre rispettosi dell’opinione altrui sbarco qui e mi sembra di capire che neanche tu sia entusiasta del new Doctor…. alcuni episodi comunque meritano, ma Matt…. ancora non mi convince!!!!

    • Ema ha detto:

      mah sai, come dicevo anche di là, ho progressivamente cambiato idea. Se mi riguardo Tennant (e accade, spesso) ho sempre una fitta al cuore, questo sì. E sono maschio ed etero, quindi fuori da ogni sospetto di ormone bollente 😉
      Però il nuovo Dottore è il nuovo Dottore. Diverso, meno affidabile, più “cazzaro”, se vuoi, e col nasone – eh sì, ce l’ha. Però è lui, ecco, e mentre lo guardo non penso più “Eh ma qui Ten la faceva meglio”.
      Anche perché quando passai da Eccleston, mi piaceva decisamente di più la faccia di Eccleston (brutto, ma incredibilmente espressivo e volitivo).
      Ci ho messo un po’ per cambiare opinione, però, il che fa ben sperare anche per te 😉

      • Chiara ha detto:

        Sì anche per me è stato “tragico” il passaggio da Eccleston a Tennant, Eccleston è FANTASTICO, lo adoro, ma mi sono abituata a Tennant, anzi mi ha dato tante emozioni…
        Ma ora che è quasi finita la quinta stagione, posso ancora dire che non ho cambiato idea su Eleven… continua a non piacermi…. 😦 I’m sorry!

  3. imp.bianco ha detto:

    Il decimo dottore difficilmente si può dimenticare, ci sono molto affezionato anch’io, Tennant poi è un signor attore, ed effettivamente mi manca un po’… però il dottore rimane il dottore e a me questa stagione è piaciuta davvero parecchio. Non supera i livelli della quarta stagione… XD Anch’io spero, comunque, che ripeschino la figlia del Dottore 😛 Ah e si anche a me è scesa una lacrimuccia dopo aver visto l’ultima puntata, speciale, con Tennant. Aspetto anche con impazienza la nuova stagione di Torchwood… la terza è stata assolutamente spettacolare! ^^

    X-Bye

  4. imp.bianco ha detto:

    Ora non ho tempo di leggere il tuo post ma lo farò domani con calma. Ma volevo commentare… è tanto bello trovare un altro fans del Dottore e di Torchwood! 😀

    X-Bye

  5. uriele ha detto:

    Oddio, ha un altra figlia? Anch’io parlavo di Jenny, ero sicuro che fosse stata clonata con un sistema circolatorio umano e senza la possibilità di rigenerarsi come il dottore (mi dovrò rivedere la puntata)

    • Ema ha detto:

      aveva due cuori… e a fine puntata rigenera, vai vai 🙂

      • uriele ha detto:

        Allora mi devo essere confuso con il dottore nato dalla mano nell’universo alternativo, che aveva un solo sistema circolatorio. Di una cosa però sono sicuro: non si rigenera alla fine della puntata, o almeno non si rigenera come un Timelord, diciamo che sopravvive miracolosamente al colpo (i timelord cambiano tutto, conformazione fisica, aspetto e… gusti 😉 )

        Aspetto di vedere cosa tireranno fuori dal TARDIS nella prossima serie

  6. Ema ha detto:

    non parlavo di quella figlia lì, ma di Jenny, che esce nella IV stagione sul pianeta dei cloni. Che si getta davanti al papà genetico per proteggerlo e muore, ma poi rigenera a distanza, ruba uno shuttle e se ne va “verso l’infinito e oltre, più o meno”. Insomma, QUESTA, che tra l’altro è la reale figlia di Peter Davison.
    Su Tennant con me sfondi una porta aperta. Geronimo non è Allons y, purtroppo…

  7. Uriele ha detto:

    La “figlia” del dottore era umana nella struttura, e non poteva rigenerarsi (mi pare), aveva lo spirito e l’intelligenza dei timelord (oltre a una notevole iperattività). Inoltre era capace di uccidere quando necessario, vedi il Daleksauro.
    Poi conoscendo Moffat, potrebbe saltare fuori con una teoria ancora più sorprendente.

    Il 10° dottore è paragonabile al 4° come carisma. E’ difficile superare uno che riesce a dire una cosa del genere:

    “C’è ancora una piccola crepa nell’universo, e sta per chiudersi.Ci vuole un mare di energia per questa proiezione. Sono vicino a una supernova: sto bruciando un sole solo per dirti addio.”

  8. Ema ha detto:

    Tre episodi ma diversi mesi, ahimé!
    Comunque benvenuto e grazie del commento.
    In generale sei il primo che sento insoddisfatto di Chris Eccleston, che nel suo piccolo era piaciuto un po’ a tutti – anche se nessuno l’ha rimpianto. Su River, I’d be delighted di scoprire che finora ci ha raccontato solo cappellate (“Spoileeeers!”) e che magari il tipo che ha assassinato e per cui è stata rinchiusa in realtà è proprio… chi lo sa? Timelady? In teoria i Timelords dovrebbero riconoscersi a vicenda. Ma non sarebbe la prima volta che alcuni particolari vengono, diciamo, ignorati 🙂
    Si diceva con un amico che rivedremmo con piacere anche la Doctor’s Daughter, che in una sola puntata ha indubbiamente lasciato il segno. E poi, vuoi che la povera Donna Noble rimanga lì ignara?

    Su Amy Pond invece siamo tutti d’accordo, mi pare!

  9. Uriele ha detto:

    Non sarei così sicuro riguardo a River Song, potrebbe non essere la moglie del dottore. Ci sono punti oscuri e possibili incongruenze, ma River sa usare il TARDIS ed è più intelligente di un normale essere umano e… nell’universo del dottore dovrebbe ancora esserci una mezza Timelady con un sistema circolatorio “umano”.

    La serie ha alti (molto alti) e bassi (non troppo bassi) e continuo a preferire Tennant, ma il personaggio di Smith, pur essendo giovane, è molto più Dottore del 9°. E mi sono innamorato di questa nuova companion, sia per l’aspetto che per il carattere.

    Mancano 3 episodi alla puntata scritta da Neil Gaiman, sono curioso.

  10. hisaya ha detto:

    Smith non è brutto brutto…mia fa morire la sua imbranataggine! XD Anche se credo che Tennant sia stato molto piu’ profondo…Qul suo essere tormentato,a volte con sprazzi di onnipotenza… Mamma mia lo adoro! ❤

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