Diari di un’elfa sfigata/2

Appunti di studio

[Il diario completo]

Giorno quarto del mese dell’Oca dal Becco Corto (per voi 22 marzo)

Domani avrei compito in classe di lingue antiche, ma non ho studiato niente. Ancora ripenso a ieri pomeriggio e al mio infallibile fiuto per i casini. Guardo la custodia intarsiata sotto al letto e mi vengono i brividi… Che schifo!

Insomma, pomeriggio di studio in biblioteca. C’era Milrond, come al solito, che tra le pile di libri mi raccontava sottovoce l’ultimo episodio di CSI: Arboria. (Che tra l’altro non capisco come faccia lui a vedersi tutti i miei telefilm preferiti, studiare quanto e meno di me e prendere sempre il massimo dei voti. BAH). E c’era Vasvol, il Bibliotecario. Non vi dico per quale sfortunata catena di eventi siamo finiti, io e Milrond, a spolverare le cripte sotto la Sala Vecchia. (E va bene, c’entra in qualche modo CSI: Arboria. E l’orecchio fino di Vasvol).

Fatto sta che io e lo straccio da polvere non andiamo tanto d’accordo. Direte: ma come! bruttina, imbranata, insomma sfigata e manco brava donnina di casa? Ecco, non proprio, è che ho l’allergia. E quindi non appena entro in contatto con polveri, pollini, sabbie, farine e simili c’è il caso che cominci a starnutire. (E comunque, no: manco brava donnina di casa).

L’altro motivo per cui nessuno vuole mai andare a pulire nelle cripte è che spesso ci trovi qualche ratto appestatore. Se sei sfigata (…) invece ti puoi imbattere in creature più peculiari. Ma solo se sei proprio sfigata, dico.

Insomma mentre passavo lo straccio e tentavo di trattenere gli starnuti ho urtato una cassa di libri col sedere (silenzio, grazie) e ho fatto cadere un’intera montagna di contenitori che probabilmente nessuno toccava più da un paio di millenni. Fatalità, chiamiamola così, dev’essersi sbloccato chissà quale antico meccanismo segreto allestito da chissà quale buontempone scassamiriel. Fatto sta che una porta che non doveva essere aperta, celata nel muro più lontano, si è spalancata e ci ha riversato addosso una nube di polvere e calcinacci. Tra gli sconquassi, gli occhi rossi e le lacrime sono riuscita appena appena a scorgere la faccia di Milrond che si trasformava nel ritratto della Fifa.

Perché dalla porta fresca fresca di scoperta chi ti esce, dopo nemmeno il tempo di un altro starnuto? Un bel demone succube, cioè una figona tutta viola seminuda con alucce da pipistrello. (Tutti conoscono le succubi perché c’è un intero sottogenere porno dedicato di cui i maschietti elfi vanno matti, compreso il mio amico. Ma il problema principale delle succubi è che quando non fanno porcate nei programmi notturni possono succhiarti via l’anima con una sola slinguazzata). L’altro problema delle succubi è che comandano i non morti. A questa qui c’è voluto un attimo per guardarci con cupidigia, fare versi osceni che manco nei porno, e chiamare a raccolta un nugolo di scheletri gialli polverosi e marcescenti. Sono spuntati da tutti gli angoli del pavimento, dalle lastre sconnesse, dalle pozze di polvere, dovunque non ci fosse solida roccia. E volevano noi.

Piglio, scappo agitando le braccia come un’invasata e zigzago in mezzo ai libri senza una meta precisa, mentre gli scheletri capitanati da ‘sta succube mi vengono dietro e protendono gli ossicini verso di me. Finché ovviamente non inciampo (che sorpresa, eh?). Ma attenzione, non tutti gli inciampi vengono per nuocere: sotto la piastrella che ho divelto con lo stivale, spezzandomi l’unghia dell’alluce ma ormai è il minimo, c’è un bel fodero blu intarsiato con dentro quello che ha tutta l’aria di essere un piccolo pugnale. Il fatto più interessante è che gli scheletri a quel punto si sono fermati, e la succube pure, soffiando all’impazzata come una gatta. Insomma non riuscivano ad avvicinarsi, e ‘sto pugnale dai che sfavillava di luce rosa e arancio.

“Dev’essere magico” mi urla Milrond, che nel frattempo s’è inerpicato sullo scaffale più alto, “prendilo e falli a pezzi, Jilly!”. Ho pensato: fichissimo! Sarò un’eroina! Già mi vedevo i titoli al manaTG della sera: intrepida studentessa con pugnale leggendario mette in fuga orda di demoni: proposta come Elfa dell’Anno dal Commissario per la Pubblica Sicurezza (che per inciso è un figo da paura con due spalle così).

E allora bando agli indugi, ho afferrato il manico di madreperla e… E già lì ho capito che qualcosa non andava. ‘Sto manico, nonostante l’apparenza solida, si è rivelato quasi flaccido al tocco. Sarà ergonomico, mi sono detta, e ho stretto forte per estrarlo dal fodero. A quel punto ha preso a riscaldarsi e si è gonfiato un po’, indurendosi. La lama dapprincipio era lunga non più di una decina di centimetri, ma non appena l’ho brandito davanti a me per minacciare gli scheletri ha cominciato ad allungarsi, ingrossarsi e incurvarsi leggermente verso l’alto. Mentre lo scrivo mi viene da vomitare, ma lì per lì ero esaltata e terrorizzata e non capivo una cippa. E il pugnale, che ormai era diventato una via di mezzo tra una spada e una mazza, mi stava guidando il braccio nell’assalto: ZAC, un affondo dentro all’orbita di un teschio, SWISS, un fendente sulla tibia di quello, TRAC, una mazzata sulle costole di questo. Io non so un accidente di scherma e anche in ginnastica faccio pena, ma quegli scheletri mi si sono sbriciolati sotto i colpi uno dopo l’altro. Alla fine fronteggio la succube, e mentre penso a qualcosa di epico da dirle (“Tornatene a fare le hot-line, bestia immonda!”) sento il Coso che mi vibra tra le mani e insiste nel dirigermi proprio lì, in mezzo alle gambe della poverina. Hai voglia a resistere,  a puntare i piedi, a dirgli di no: più stringevo l’impugnatura o la maneggiavo tentando di migliorare la presa, più anzi la lama si ingrossava e vibrava come, diciamo, un palloncino che si gonfia con violenza. E alla fine – oh, che dovevo farci – l’ho assecondato. Almeno è durato poco. Probabilmente non lo faceva da un bel po’. Ma davvero non avrei voluto essere nei panni della succube. Cacchio, l’ho passata da parte a parte un numero imbarazzante di volte, finché non s’è disfatta in una nebbiolina rossa. E il Coso grondava sangue nero e non voglio sapere che cos’altro. Uno schifo.

“Bella prova, ragazza!” si è congratulato il mio amico mentre scendeva dallo scaffale “E chi se l’immaginava ‘sta Jilly spadaccina spietata e senza paura? Brava”. Poi ha raccolto il fodero blu e mentre me lo porgeva ho visto che cambiava espressione. Io ancora tremavo per il servizio che avevo reso a quella povera diavola e quello sogghignava come un deficiente. “Stavolta hai pescato proprio l’asso di spade, bella mia” mi fa “lo sai che c’è scritto qui?”. Io ho guardato gli intarsi arancioni, che evidentemente non erano ghirigori ma lettere di qualche alfabeto assurdo,  e ho balbettato qualcosa tipo “Ero assente a Lingue l’ultima volta, anzi se mi passi gli appunti…”. Lui ha tossicchiato, e poi: “Chi lo primo il Fallico Brando avrà abbrancato, in eterno con Esso spartirà il Fato. Poi, vabbe’, c’è il copyright: un Anello™ per domarli, un Anello™ per trovarli etc etc”. Spada Fallica. C’ho pure l’arma hardcore, direste voi umani.

Non vi dico quanto tempo ho perso a cercare di liberarmene. Me la sono ritrovata davanti per magia cinque secondi dopo averla nell’ordine scagliata lontano, sepolta sotto le macerie, incastrata tra due libri da una tonnellata l’uno e via dicendo.

Milrond sembrava in preda alle convulsioni e invece si stava sganasciando dalle risate, il bastardo. Io ho dovuto aspettare un’altra mezz’ora prima di poter tornare di sopra – perché il Coso non ne voleva sapere di tornare a dimensioni accettabili e farsi infilare nel fodero – e oltre agli strilli di Vasvol mi sono beccata pure la punizione dalla mamma: niente Buffy, ieri sera.

 

Annunci
Comments
2 Responses to “Diari di un’elfa sfigata/2”
  1. Zeno ha detto:

    Ti prego dimmi che continua, ho ridacchiato come un elfo scemo mentre leggevo
    alcune trovate sfiorano i vertici del lolloso e mi ricordano vecchie sessioni di Ded 😀

    • Ema ha detto:

      Eheh avevo in mente una nuova puntata ma non avendo riscontrato particolare favore l’avevo lasciato in coda… A questo punto la ritiro fuori 😉 stay tuned e benvenuto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: