Diari di un’elfa sfigata/1

Vespa Demonio dell'Altipiano

[Il diario completo]

Giorno quinto del Mese dell’Ippocastano (per voi 18 Settembre)

Ciao a tutti, mi chiamo Jilly. Il nome completo sarebbe Jilleroan etc etc, non so cosa avessero bevuto i miei quel giorno, ma insomma non volete conoscerlo per intero. Ve lo garantisco.

Sono un’elfa sfigata. Passo a chiarire il concetto.

Tutte le mie coetanee hanno una meravigliosa pelle madreperlacea del tutto scevra di impurità eccezion fatta per aggraziati nei vicino all’angolo della bocca: io sono l’unica elfa con le lentiggini sulle guance. Le altre sfoggiano gentili e proporzionate orecchie dalla forma perfetta, lievemente appuntite: io oltre che a punta le ho grosse e a sventola. La media delle elfe a Città dell’Albero è alta intorno al metro e settantacinque e va dal fisico longilineo e atletico a quello sempre asciutto ma in più sodo e formoso: io sono bassina e ho la pancia che esce da sotto la maglietta – perché tutti i negozi vicino a casa mia hanno solo magliette sopra l’ombelico, per la mia età. Le altre hanno lunghi capelli lisci e setosi, dei colori più straordinari – miele, grano, blu notte, violetto – mentre i miei sembrano ricci sfatti dopo vent’anni di piastre scriteriate e brillano di un bel marrone metallizzato.

Sarei appena passabile solo per gli standard umani se non fosse che ogni volta che vengo adocchiata da un gruppo di maschi dei vostri, per via delle orecchie che inevitabilmente mi sputtanano come elfa, mi storcono la bocca e commentano tra loro “Eh certo che per essere elfa!”. E io scappo a nascondermi se non a piangere.

L’altro giorno c’era il mercato dei fiori in centro, è tradizione che tutte le elfe adolescenti vi partecipino e si adornino la chioma di ghirlande variopinte per poi sfilare in una sorta di processione fino a Piazza del Ramo Fiorito, dove si balla e si canta. Mia madre mi ci ha trascinato per i capelli, visto che a) mi vergogno e b) ero bella inchiodata sulla poltrona davanti alla manaTV  a vedermi il finale di stagione di Buffy l’Ammazzavampiri. Ma insomma non c’è stato verso, e mi è pure toccato indossare quell’orribile tunica di satin della zia Ioledriel. (Ho mandato un passero messaggero a Milrond, speriamo che sia riuscito a memorizzare la puntata). Arriviamo in leggero ritardo e ovviamente le ghirlande più belle sono già state prese. Io frugo a casaccio nei cesti e tiro fuori una corolla di viole di campo ancora stillanti rugiada, semplice ma deliziosa – sarò sfigata ma c’ho gusto io, e me la piazzo in testa senza pensarci due volte. Mamma mi guarda e approva quel tanto che basta per farmi camminare una volta tanto eretta e con portamento aggraziato. Raggiungo le altre fanciulle già in marcia verso la Piazza, giubilanti eppure posate ed eleganti come si confà ad una processione elfica, e cerco con garbo di seguire il ritmo di camminata e il lievissimo ancheggiare di gruppo (per far questo, mi violento spiritualmente e mi impongo di non pensare all’effetto 100% ridicolo dello spettacolo che sto offrendo) quando, improvvisamente, lo vedo… e il mio battito cardiaco rallenta, tump, tump, tu-mp, fino a fermarsi del tutto. Mentre comincio a diventare violacea (so’ elfa, mica so’ magica) mi tamponano da dietro e il mondo riprende a muoversi, così come il mio stupido cuore che arranca appresso al suo amore impossibile.

Che sono cretina lo so, non è che non lo so. Pensare che prima o poi lo strafigo dei cadetti della Guardia Nazionale possa guardare l’unica elfa bruttina sulla faccia della Terra è da cretini. Guardarla, dico, non come facile obiettivo di scherno e lazzi da caserma, ma con sincera simpatia. Complicità. Ammirazione. Con Desiderio. OK, Sto esagerando, rientra nel tuo guscio Jilly. Cuccia!

Mi desta dalle mie naergyl mentali (non so come dite voi umani) un ronzio poco rassicurante vicino alle orecchie. Intorno a me, con grazia ma al tempo stesso una certa inorridita precipitazione, si crea il vuoto. Mi guardo intorno e allorché il ronzio diventa frastuono comincio ad avvertire uno sfarfallio di zampette in testa. A quel punto con scatto poco nobile e ancor meno nobile imprecazione (“Ma che cazzo…!”, questa la so pure nella vostra lingua) mi strappo via la ghirlanda di viole e la scaravento sul marciapiede, vedendone emergere due grossi esemplari di Vespa-demonio dell’Altipiano. Grasse, dorate, dal pungiglione grondante schifezze verdi. Riesco ad avvertire lo sguardo gelido e acido di vergogna della mamma che mi pugnala tra la nuca e le scapole, ma per il momento ho altre gatte da pelare. Gatte che pungono e fanno avvizzire le estremità, almeno così dicono nei trattati di scienze naturali. Cado goffamente all’indietro, sul mio grosso adel, e attendo impotente l’inevitabile. Fatto sta che dalla tragedia sfioro il Paradiso, perché arriva Lui – che si chiama Malgalad ed è il mio sogno impossibile – brandendo la sciabola d’ordinanza, e con un sol gesto le taglia in due metà ciascuna. Sempre grondanti schifezze verdi, sempre lievemente ronzanti, ma zampe all’aria e inoffensive, al suolo. Io lo rimiro adorante e faccio per tendere le braccia dalla mia buffa postura – per terra, a gambe larghe – quando arriva la troietta di turno e gli si getta al collo gridando “Mio eroe!”, come se nei guai ci fosse stata lei, la stronzetta. Io col dito (medio, a questo punto) alzato ripiombo dal quasi-Paradiso alla tragedia piena mentre la processione riprende, il suo eroe la deposita a terra con le forti braccia gentili e le concede uno stolido sorriso d’ordinanza, rinfoderando al tempo stesso la sciabola pure d’ordinanza, e fieramente riprendendo il suo posto. La mamma si sta ancora coprendo gli occhi con le mani ma già mi arriva alle orecchie (lunghe, appuntite ma soprattutto a sventola) l’eco della lunga filippica che mi aspetta, e come faccio a essere sempre così imbranata e come cavolo ho fatto a scegliere l’unica ghirlanda con nido di vespe incorporato.

Valle a spiegare che è perché sono sfigata.

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Comments
5 Responses to “Diari di un’elfa sfigata/1”
  1. Luna ha detto:

    Eehehheheh! Finalmente ho letto la prima parte della storia dell’elfa sfigata 🙂
    Davvero divertente e ben scritta.
    Bravo!

  2. Ema ha detto:

    grazie cari… se tutto va bene Jilly scriverà altre paginette del suo incazzoso diario. Giratevelo un pochino il blog e fatemi sapere tutto quello che vi passa per la testa 😉

  3. Jonan ha detto:

    ahaha… molto bella e ben scritta (ma soprattutto divertente), complimenti !!!

  4. Elora ha detto:

    Complimenti troppo bella la storiella, divertente….povera elfa.

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